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L'ultimo saluto a Giuseppina "Omicidio figlio della solitudine"

Nella chiesa di Salzano è stato celebrato il funerale della donna uccisa a coltellate dalla figlia. Il parroco: "Erano sole e ciò non le ha aiutate"

Una condizione di completa solitudine. E’ questa, secondo il parroco di Salzano don Paolo Cargnin, la causa che ha portato la 52enne Cristiana Corbetto ad uccidere la madre 80enne, Giuseppina Baiano. Una solitudine derivante da una lunga serie di lutti e sofferenze: prima il matrimonio naufragato, poi la scelta di trasferirsi nella casa dei genitori, infine la morte dell’adorato padre. Cristiana è piombata in una profonda depressione che le ha provocato uno squilibrio psichico, don Poalo conosceva la delicata situazione famigliare e nel giorno del funerale ha tentato di interpretare ciò che è successo. “Anche se – ha spiegato don Poalo – solo il Signore può vedere ciò che ha dentro ciascuno di noi”.

Al funerale erano presenti un centinaio di persone, soprattutto amici e conoscenti anziani. Qualche vicino di casa e alcuni lontani parenti. “Il sentimento che abbiamo vissuto tutti è quello dello sconcerto – ha detto il parroco – perché una morte così violenta lascia senza parole. Giuseppina è una donna che si è sempre spesa per una famiglia che ha visto poco a poco assottigliarsi. Dopo la morte di sua sorella Luciana, si è trovata sulle spalle tutta la gestione della casa e della figlia, in una situazione di solitudine che non le ha aiutate a gestire i rapporti e le difficoltà quotidiane. Negli ultimi mesi nella madre era cresciuta la preoccupazione per la sorte di Cristiana: conosceva bene le fragilità della figlia”.

Giuseppina e Cristiana vivevano da sole litigando quotidianamente. Cristiana da circa vent’anni era seguita dal Centro Salute Mentale di Mirano, ora si trova al carcere femminile della Giudecca. Prima della sepoltura di Giuseppina nel cimitero di Salzano, don Paolo ha voluto rivolgere un pensiero pure alla figlia: “La giustizia farà il suo corso, noi preghiamo per lei affinché possa essere sostenuta nei prossimi anni della sua vita”.

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