L'ultima meta di Nicolò, in 2mila per l'addio al giovane rugbista

Mercoledì nel campo di Mirano i funerali del 21enne morto in un incidente. Grande folla in quella che è stata una festa, come lui avrebbe voluto

Un ricordo commosso e partecipe, nel campo che lo ha visto vincitore di tante "battaglie". E che mercoledì alle 16.30 si è riempito di circa 2mila persone, accorse per partecipare ai funerali di Nicolò Cappellazzo, il giovane 21enne che ha perso la vita venerdì scorso in un tragico incidente stradale. La celebrazione ha avuto luogo nel campo comunale di Mirano, in via Matteotti, in quello stesso terreno in cui è stato spesso protagonista con il Mirano Rugby. Grande è stata la partecipazione alle esequie del giovane, con la presenza di amici, compagni di squadra e parenti, che hanno voluto stringersi intorno alla famiglia in questo momento di grande dolore.

La bara è stata posizionata sulla linea di meta, mentre una gigantografia di Nicolò campeggiava tra i due pali della porta. Tantissime le persone, sia sulla tribuna che sul prato, che hanno ascoltato le parole di monsignor Lino Regazzo di Mirano e di monsignor Paolo Cecchetto, di Santa Maria di Sala. Oltre a loro sono intervenute due zie, che hanno letto delle lettere rispettivamente del padre e del fratello Federico; altri due pensieri commossi sono stati espressi dalla fidanzata e da uno dei compagni di squadra, in rappresentanza del Mirano Rugby. Dagli altoparlanti poi sono stati diffusi alcuni dei suoi brani preferiti, tra cui l'intramontabile pezzo di Bob Marley, "No woman no cry".

I genitori di Nicolò hanno profondamente voluto un ultimo saluto così particolare, un "arrivederci" meno freddo e distaccato di quello di una cerimonia "normale". Un saluto che lo potesse ricordare al meglio. Al termine della manifestazione hanno infatti voluto soffermarsi nel campo di gara con amici e compagni di squadra, per avere tanti piccoli ricordi del figlio, da associare ai propri. Si è trattato di un terzo tempo in piena regola, con tanto di "pastasciuttata" finale, a cui tutti i presenti hanno partecipato per cercare di vivere in un modo più aperto e conviviale la tremenda scomparsa di Nicolò. Enorme la vicinanza della squadra: chi con una maglietta con la scritta "Ciao Cappe", chi con la divisa sociale, i compagni del rugby hanno dimostrato tutta la forza positiva e unificatrice dello sport. C'erano anche degli striscioni, uno recitava: "Un rugbista non muore mai, al massimo passa la palla". Mercoledì è rimasta chiusa in segno di lutto la birreria Pedavena, dove Nicolò lavorava.

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Come già comunicato precedentemente dalla famiglia, tutte le donazioni pervenute e raccolte negli scorsi giorni dalla segreteria del Mirano Rugby saranno impiegate per sostenere degli scopi benefici: anche durante la cerimonia c'è stato spazio per la solidarietà, con la raccolta di fondi per le vittime del tornado in Riviera.

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