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I funerali di Valeria Solesin: Venezia risponde ai terroristi con la pace

L'ultimo saluto a San Marco alla 28enne simbolo di una rivoluzione civile possibile. Le grandi religioni in coro: "Fanatici, avete fallito". Il padre Alberto: "Dedicato ai giovani che lavorano, soffrono, non mollano"

Piazza San Marco martedì mattina non era solo il salotto buono di Venezia. Era una piazza d'Europa. Del mondo. Perché il messaggio partito dal cuore della laguna ha una forza che potrebbe davvero raggiungere ogni latitudine. Tutte le religioni sedute fianco a fianco, vicino al feretro di Valeria Solesin, uccisa proprio da chi si fa scudo di un Dio per giustificare i propri abomìni. I funerali civili della giovane "figlia di Venezia" (c'era un grande striscione che lo sottolineava) uccisa dai terroristi al Bataclan di Parigi sono andati in scena in una piazza blindata. Cecchini sui tetti del Correr e vicino ai "Mori", controlli. Ma non c'era paura.

IL VIDEO DEI FUNERALI: INNI E LACRIME

I GENITORI DI VALERIA - A sconfiggerla in primis sono state le parole di papà Alberto, che dal palco spoglio davanti alla Basilica ha dato prova di enorme coscienza civile. Se lo sguardo del Paese verso il futuro ricalcherà anche solo in parte le parole di questo padre che ha perso una figlia per colpa del terrore, allora un nuovo mondo è possibile (come ha sottolineato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, parlando del fratello di Valeria, Dario). "Se è lontanamente vero quello che è stato detto in questi giorni, che la nostra compostezza è stata un esempio per il Paese, ciò era un atto dovuto - ha dichiarato Alberto Solesin - Ciò voglio dedicarlo a tutte le Valerie e gli Andrea in giro per il mondo che lavorano, studiano, soffrono e non si arrendono". Accando a lui la madre di Valeria, Luciana, che per tutto l'intervento gli stringe il braccio. Per infondergli forza.

I MUSULMANI: "ALBERTO, COL TUO INVITO HAI SCONFITTO I TERRORISTI" - Una coppia che con la sua semplicità ha così risposto a muso duro ai terroristi. Con il dialogo: "Loro hanno fallito - ha dichiarato il rappresentante delle comunità islamiche italiane, l'imam di Trieste Nader Akkad - Alberto, con il tuo invito hai sconfitto il piano di chi ha ucciso tua figlia. Valeria, i tuoi assassini hanno voluto separarci, dividerci. Sono anti religioni, anti umanità. Ma noi abbiamo risposto uniti, abbiamo dimostrato che i terroristi hanno fallito. Oh Allah, ti invochiamo affinché sparisca ogni violenza e venga la giustizia. Portala in Siria, in Iraq, in Yemen, ovunque. La follia omicida non è nel nostro nome". 

LE PAROLE DI ALBERTO SOLESIN CHE HANNO COMMOSSO L'ITALIA

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"GRAZIE A CHI CI E' STATO VICINO" - La forza dell'unità e della comunione dei valori è stato il minimo comune denominatore della cerimonia: "Ringraziamo l'unità dei rappresentanti religiosi - ha infatti sottolineato Alberto Solesin - Sono simbolo del cammino comune degli uomini, quando il fanatismo vorrebbe chiamare alla divisione e al massacro. Grazie al presidente della Repubblica, al ministro Pinotti, al sindaco Luigi Brugnaro e ai collaboratori. Un pensiero all’unità di crisi della Farnesina, per il loro aiuto e per l’umanità dimostrata. Saluto l’ambasciatore di Francia, Paese che ha accolto mia figlia sette anni fa, dove lei aveva disegnato un progetto di vita. Ringrazio i miei concittadini e gli amici per questi giorni in cui abbiamo sentito l'affetto e la loro presenza al nostro fianco".

GONDOLIERI E VENEZIA IN LUTTO - L'acqua alta se ne va e il sole bacia piazza San Marco martedì mattina, abbaglia tutta Venezia e la rende un magnifico palcoscenico. La luce accoglie il corteo di gondolieri dello stazio di Santa Sofia che trasportano Valeria Solesin dalla camera ardente allestita a Ca' Farsetti a San Marco. Dalle rive saluti, baci, segni della croce. In tanti commossi durante l'ultimo viaggio della giovane nella "sua" Venezia. Imponenti le misure di sicurezza (150 gli uomini dislocati nei punti sensibili, compresi i quattro varchi della piazza. I cittadini hanno iniziato a radunarsi fin da prima mattina, fin da quando il picco di marea non l'ha permesso. Tra le prime file le scolaresche provenienti degli istituti frequentati in passato da Valeria. Tanti, tantissimi fiori sul palco.

IL MESSAGGIO DI HOLLANDE - Il ministro Roberta Pinotti porta il messaggio di François Hollande, presidente francese: "A nome della Francia voglio dire che non dimenticheremo Valeria, venuta da noi a studiare per amore della vita e della cultura. Siamo vicini all'Italia e alla famiglia, ne condividiamo il dolore". È sempre lei a riportare le parole del fratello di Valeria, Dario: "Mai fermarsi, lei non ce lo perdoberebbe. Bisogna provare davvero a cambiare le cose e fare in modo di vivere in un posto migliore. Ci mancherà molto".

IL PATRIARCA: "IN NOME DI DIO, FERMATEVI" - Poi tocca al patriarca di Venezia, Francesco Moraglia: "Increduli per quanto l’irrazionalità dell’odio ha compiuto a Parigi, oggi ci troviamo riuniti in questa piazza. Una parola doverosa agli uomini e alle donne del terrore. Perché? Come avete potuto? La vostra cultura ci fa inorridire ma non ci intimidisce. Ci sgomenta perché indegna dell’uomo, ma ci fortifica nell’opporci ad essa con ogni nostra forza sul piano culturale, spirituale, umano. In nome di Dio, cambiate il vostro modo d’essere! Iniziate dal cuore, abbiate questo coraggio! Sì, si tratta del coraggio di dire: abbiamo sbagliato tutto. Chiedere perdono è la dignità dell’uomo. Mai e poi mai divideremo con voi ciò che tragicamente vi appartiene, ossia l’odio; in alcun modo vi concederemo tale vittoria".

LE RELIGIONI  UNITE CONTRO IL TERRORE - Come detto, tutte le religioni principali attraverso Valeria parlano al mondo. L'ha fatto anche il presidente della comunità islamica veneziana, Mohamed Amin Al Ahdab: "Con questi atti barbarici credevano di poter spegnere facilmente il sole - ha affermato - Sbagliano di grosso. Perché ci troveranno uniti a difendere i nostri valori comuni. Pianteremo i semi della giustizia e della pace. Valeria  - ha concluso -, la tua anima splenderà per sempre nel nostro cuore". Parole chiare, al pari del rappresentante Ucoi, applaudite convintamente dalla folla di migliaia di persone che si è assiepata a San Marco: "Chiediamo ad Allah che abbia Valeria e tutte le vittime nella sua gloria, e di aiutare la sua famiglia e di proteggere l'Europa, l'Italia e questa città dal male e di pacificare le nostre anime", ha affermato l'imam di Venezia, Hamad Al Mohamad - Pace all'anima tua, Valeria". Il rabbino capo di Venezia, Shalom Bahbout, si è rivolto direttamente ai terroristi: "Vogliono uniformare il mondo alle loro idee - ha sottolineato - ma essi non prevarranno 'se troveranno persone come te, Valeria, che non si lasciano intimidire. La tua morte ci obbliga a vivere".

GLI AMICI DI VALERIA: "UNICA" - Parlano gli amici, quelli veneziani e quelli francesi. Le persone che Valeria l'avevano conosciuta nella sua sfera personale. Dagli inizi tra le calli veneziane fino ad arrivare alla grande metropoli, Parigi. Una sorta di terra promessa: "La Vale era: 'Fioi, c'è il sole, pic nic sulla Senna'. Voleva avere gli amici attorno a sé, ancora una volta ci è riuscita", ha dichiarato commossa un'amica. "'La' Vale, perché questo articolo è solo per lei. Unica". Il sindaco Luigi Brugnaro è intervenuto per primo, visibilmente commosso: "Valeria, due occhi luminosi, sorridenti, pieni di speranza nel futuro e in una vita che si stava costruendo con gli affetti più cari - ha detto - Una bella persona, studiosa, impegnata e generosa, vittima di barbara follia, lascerà un ricordo indelebile in tutti noi. Venezia non ti dimenticherà mai. Tanti hanno voluto renderti omaggio in questi giorni e le tantissime persone che sono presenti qui oggi in quella che i tuoi genitori hanno voluto fosse una cerimonia civile aperta a tutti i credo, sono la dimostrazione dell'affetto della tua città. Dimostreremo di saper essere uniti contro l'odio e il terrore, nel rispetto di tutte le libertà".

DARIO E ANDREA SEDUTI VICINI - In piazza San Marco numerose autorità, primo tra tutti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha avuto un breve incontro con la famiglia di Valeria nella biblioteca Marciana. Ma sono state migliaia le persone accorse per le esequie civili. Così come centinaia e centinaia sono stati i veneziani che hanno salutato Valeria nella camera ardente, tanto che davanti al feretro lunedì pomeriggio si era formata una piccola "montagna" di fiori. Segno che la storia della 28enne ha lasciato un segno pronfondo in molti. L'Italia intera si  è commossa per la sua storia.  Per quel fidanzato, Andrea, che ha continuato a tenere gli occhi fissi sul feretro. Quasi assente. Nella mente i progetti di una vita insieme con Valeria. Una casa, una famiglia. Tutto spazzato via da una raffica di mitra in una "normale" serata di venerdì che ha segnato una cesura nella storia d'Europa. Accanto a lui il fratello di Valeria, Dario. Il più commosso, spesso in lacrime. Ha perso un punto di riferimento fondamentale, nonostante la distanza. Ma sono state le sue parole nei giorni scorsi ad essere le più prorompenti. Le stesse che ha ricordato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti dal palco di San Marco: "Dario ha detto che dovremo trovare il modo di andare avanti perché Valeria non ci perdonerebbe se rimanessimo fermi -  ha dichiarato - Che non dobbiamo avere odio o sete di vendetta. Queste parole dimostrano che un futuro in un mondo migliore è possibile. Valeria - ha concluso - mancherà a tutta Italia". 

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