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Spinea si ferma per i funerali di Davide, toccante lettera del papà

Chiesa piena giovedì mattina per l'ultimo saluto al bimbo morto domenica a Lendinara con il nonno. Don Antonio: "Ora cali il silenzio"

Tanta gente, tanta commozione. Non poteva essere altrimenti vista la tragedia che da domenica scorsa ha tolto il fiato ai compaesani del piccolo Davide Giacometti, il bimbo morto in un fiume abbracciato al nonno nel territorio di Lendinara, nel Rodigino. Spinea ha risposto in massa, riempiendo in ogni ordine di posto la chiesa di San Vito e Modesto in occasione dei funerali del bambino di cinque anni affetto dalla sindrome di Angelman. In molti hanno seguito le esequie all'esterno della chiesa, visto che non era più possibile entrare.

All'ingresso della bara il saluto del padre di Davide, Matteo, che con grande forza d'animo ha letto una lettera al figlio. Una lettera rivolta a tutti coloro che nelle ore precedenti avevano inviato messaggi di vicinanza alla famiglia: "In alcune occasioni non sono riuscito a rispondere - ha dichiarato - ma sappiate che li ho letti tutti e li ho usati per farmi coraggio". Parole che lasciano trasparire una enorme forza d'animo. Voce ferma. Del resto ci sono una moglie e una famiglia da sostenere. Più volte si sono sentiti commenti ammirati nei confronti della figura di quest'uomo che, pur al cospetto di un lutto devastante, ha dimostrato di avere le spalle larghe. Forse anche perché la vita prima di quella maledetta domenica non era certo semplice.

"Essere genitore di un bambino disabile vuol dire lottare ogni giorno contro la burocrazia e tanti altri problemi - ha spiegato - Il rapporto tra noi e nostro figlio è stato un rapporto di alti e bassi. Per noi la normalità era il massimo. Una montagna russa emozionale, momenti acuti di sconforto e momenti di tranquilla normalità. Che poi, a noi, era il massimo della gioia che ci veniva concesso. Sei riuscito a rendermi un uomo. Se è vero che un figlio ti cambia la vita, tu hai fatto tutto all’ennesima potenza. Davide, ci mancherai come l'aria". Tra i banchi i rappresentanti dell'OR.SA, Organizzazione Sindrome di Angelman, e i membri dell'associazione Sorriso, che avvia i giovani disabili allo sport. Non potevano che annuire a queste parole. Forse solo loro possono capire fino in fondo cosa voglia dire avere un figlio alle prese con difficoltà spesso più grandi di lui.

A salutare il piccolo Davide anche una rappresentante delle insegnanti dell'asilo Collodi, frequentato dal bimbo di cinque anni. Per esprimere vicinanza alla famiglia presenti i sindaci di Spinea, Silvano Checchin, e di Lendinara, Luigi Viaro. "Ma su quello che è successo cali il silenzio - commenta don Antonio Genovese, tornato a Spinea per celebrare le esequie dopo che da poco è diventato parroco di Montebelluna - Di fronte a una tragedia del genere si è parlato anche troppo. Ogni parola sarebbe inutile".

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