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In centinaia per i funerali di "Gigio" Zanon: "Amate Venezia come lui"

Il figlio Marco dall'altare martedì ha spronato i presenti a difendere la città. Tante bandiere di San Marco: "Se ne va un veneziano doc"

"Siamo sempre di meno, ma dobbiamo stringerci tutti assieme per difendere la nostra città". Marco Zanon, noto gondoliere, ha salutato così suo padre, Luigi Zanon, per tutti "Gigio". Mercoledì mattina, nella basilica dei santi Giovanni e Paolo, sono stati celebrati i funerali di un veneziano doc. Uno di quelli che la storia della Serenissima la sapeva a menadito, tanto da vantare numerose pubblicazioni soprattutto sulla tradizione del remo. Oltre che in possesso di un prezioso archivio fotografico sulla città. Tempi andati, ma le radici sono sempre le stesse.

Per questo il figlio dall'altare ha chiesto che la vita di suo padre non sia stata vana. Ha chiesto ai presenti, tra cui diversi indipendentisti con la bandiera di San Marco, di proseguire il discorso di "nono Gigio". Di amare e rispettare la laguna e le sue peculiarità. Ad ascoltarlo circa trecento persone desiderose di salutare per l'ultima volta l'ex ristoratore e vogatore, ricordandone con affetto quel "caratteraccio" che lo contraddistingueva.

Ma anche un cuore grande, sempre pronto ad aiutare chi si trovasse in difficoltà. A salutarlo sull'altare anche gli altri due figli, Elena e Silvio, con quest'ultimo che ha letto una toccante poesia. Naturalmente erano presenti anche esponenti di primo piano della galassia indipendentista, come Lucio Chiavegato e Alberto Montagner di Raixe Venete, con l'omaggio di due militari con uniformi storiche. Tante, come detto, le bandiere di San Marco che hanno sventolato poi in campo. Ma tantissima anche la gente comune da tutto il Veneto, che per un motivo o per l'altro negli anni è rimasta toccata dall'amore per Venezia di "Gigio".

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