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Mercoledì, 10 Agosto 2022

Mira si stringe alla famiglia di Henry: «La sua gioia gli ha creato attorno tanti amici»

L'ultimo saluto al rugbista 19enne con la messa celebrata nella chiesa di San Nicolò dal parroco don Gino Cicutto

Una chiesa gremita quella di San Nicolò a Mira, giovedì, per l'ultimo saluto al rugbista 19enne scomparso, Henry Kazim. «Consegniamo Henry nelle mani del Signore - ha detto il parroco don Gino Cicutto, nell'omelia - . Henry è stato strappato dalla morte a tutti noi in maniera tragica. Una ferita che ci accompagna da un mese. Un mese di angoscia, di attesa. Avrei voluto dargli un ultimo saluto - ha detto don Gino - come si usa fare prima che la salma venga abbandonata definitivamente. Avrei voluto vederlo un'altra volta. Ma la bara di Henry era chiusa e voi sapete perché. Questa vita, prima che la morte ci separi, va vissuta con gioia e impegno, è fragile, basta un niente. Henry se ne va a 19 anni, quando la vita è piena di sogni e speranze. Ma ci lascia un tesoro. Ha donato di sé un ritratto bello. È cresciuto in questa nostra comunità, è stato chierichetto in questa chiesa. Ha fatto un percorso che lo ha portato a diventare uomo. È stato scout e ha prestato servizio alla casa San Raffaele, oltre a essere un bravo giocatore di rugby».

La tragedia

«Cosa è successo a Henry? - Si chiede don Gino -. La risposta è chiusa dentro a questa bara insieme con Henry, ma sento il bisogno di andare almeno alla soglia della spiegazione. Forse lui ha trovato un ostacolo che non è stato capace di superare da solo. Quando Henry ha iniziato a giocare ha fatto parte di una squadra. Lo dico a voi che siete amici di Henry - afferma il parroco -. Ricordiamoci questo se vogliamo conservare una memoria bella di Henry: la vita è un gioco di squadra».

La famiglia

Si rivolge infine alla famiglia e alla madre del ragazzo, don Gino: «Henry lo hai desiderato e portato nel grembo. È cresciuto della tua carne e del tuo sangue. Lo hai partorito nel dolore. Oggi è fatica, ma lo partorisci un'altra volta, nel dolore, e resterà nel cuore tuo e dei suoi cari fino all’ultimo battito».

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