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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Cronaca Marcon

Sfondano negozi con la Jeep dell'emergenza sanitaria, seminano furti e spaccate: inseguiti e riconosciuti

I colpi da Mestre a Marcon fino a Quarto D'Altino, lunedì sera, con una Renegade forse della Croce Rossa. Partito l'inseguimento dei carabinieri: auto recuperata a Mogliano. Identificati i responsabili

Mezza provincia colpita da furti, spaccate, intrusioni e una montagna di danni. La preoccupazione fra i negozianti del Veneziano aumenta. Nella sera di lunedì, dopo le 22, sono state prese d'assalto attività di ogni genere: dai panifici alle edicole, dai bar alle tabaccherie. Un'attività dopo l'altra. Nel mirino ancora Mestre, dove i vetri in frantumi dell'ennesimo locale preso d'assalto per il fondo cassa martedì, hanno fatto scattare l'allarme in Questura. Non c'è un radicamento criminale nei vari colpi messi a segno in questi giorni, spiegano i Corpi specializzati nelle indagini sul fenomeno. Ma a preoccupare è la diffusione a macchia d'olio. E veniamo a lunedì sera. San Liberale, poi Gaggio, Marcon, dov'è stato colpito almeno un bar, Quarto D'Altino. Martedì mattina sono scattate diverse denunce ai carabinieri.

A entrare in azione un gruppo di malviventi, di giovane età che, a bordo di una Jeep Renegade bianca con una fascia rossa del servizio di soccorso sanitario, probabilmente della Croce Rossa, ha messo a segno numerosi colpi: a San Liberale, frazione di Marcon, i delinquenti hanno usato il veicolo come ariete per sfondare alcune attività lungo via Don Sturzo, mirando a quelle dotate di un ampio spiazzo in prossimità delle vetrine per poterle investire e forzare senza trovare ostacoli. È probabile che la Jeep non sia stato l'unico mezzo in azione lunedì sera, ma a rincorrerla, con un inseguimento iniziato nel Veneziano e terminato nel Trevigiano, sono stati i carabinieri delle due province.

La corsa dei malviventi è terminata in via Ronzinella a Mogliano. Lì, dopo aver abbandonato la Jeep, il gruppo aveva ormai lasciato tante prove da diventare presto riconoscibile ai militari, che già sono risaliti alle identità dei responsabili e stanno ormai per procedere ai fermi. Una notte, quella di lunedì, che resterà nella memoria di tanti commercianti. A San Liberale, il titolare di un'attività che chiede di restare anonimo per paura di ritorsioni, racconta di aver visto in faccia almeno uno dei passeggeri della Jeep: il conducente. Ma è probabile fossero in tanti. Giovane, italiano, spiega, ha fatto un sacco di manovre insensate sul piazzale. «Prima ha cercato di sfondare il vetro, poi ha investito la porta che ha ceduto. Quindi ha visto che ero dentro e ha girato l'auto verso Gaggio dileguandosi». 

Solo cinque minuti prima la Renegade bianca, con fascia rossa, aveva sfondato l'edicola dei fratelli Golfetto, Alessandra e Luca. «Siamo davvero molto preoccupati - commentano - A noi avranno rubato circa 30 euro di monete dalla cassa. È nulla paragonato al danno causato - e mostrano la porta in frantumi -. Ne abbiamo avuti 13 furti in vent'anni - raccontano - ma fino a lunedì sera era parecchio che non succedeva niente». In viale San Marco, in centro a Marcon, il bar Bistrot Light martedì mattina ha pubblicato su Facebook le foto della serratura della porta d'ingresso danneggiata per un tentativo d'intrusione (sotto foto bar Light Marcon).

Serratura del bar forzata a Marcon

«Potevano essere le 22.30». Hanno colpito perché il bar era chiuso. «Non le posso definire persone queste», commenta Alberto, il titolare, che non dice molto visto che le forze dell'ordine gli hanno chiesto il riserbo, essendo a un passo dalla soluzione del caso. Tornando a Mestre, verso le 18.30, in via Forte Marghera un architetto, A.G., appena uscito dallo studio è intento a staccare il vetro in frantumi del lato passeggero della sua Citroen C1. Gliel'hanno distrutto per prendere qualche moneta. «È una violazione di qualcosa di privato, di tuo. Per questo lascia amarezza».

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