Cronaca Via Federico Seismit Doda

Fratelli svaligiano auto a Marghera, ma una donna chiama la polizia

Uno apriva la pista, l'altro manometteva le vetture in sosta. Entrambi di origine moldava, sono stati segnalati e arrestati per furto

Uno faceva il palo, l'altro trafugava le auto in sosta, rovistando con una torcia e manomettendo le serrature con un coltello a serramanico. Per loro sfortuna, i due fratelli sono stati avvistati da una donna di passaggio, che li ha segnalati alla polizia.

L'AVVISTAMENTO. L'episodio, nella notte a Marghera, intorno a mezzanotte e quaranta. La cittadina si è accorta che un uomo alto e vestito di scuro stava tentando di aprire le porte di alcune auto parcheggiate lungo via Seismit Doda. Dopo averlo visto aprire una di queste, rovistando all'interno facendosi luce con una torcia, ha chiamato la centrale operativa per denunciare il fatto.

DUE FRATELLI. La squadra volante di Venezia inviata sul posto ha individuato il soggetto mentre si allontanava da un veicolo in sosta, lasciato con la portiera anteriore destra aperta. Ai piedi del mezzo, un trolley sul marciapiede. A pochi metri dal luogo incriminato, un altro uomo, notato dagli agenti mentre, telefono alla mano, gesticolava al compagno cercando di segnalargli l'arrivo della polizia e, intanto, allontanandosi. Bloccati entrambi, i due hanno dapprima finto di non conoscersi, salvo poi dichiarare le proprie generalità da cui è emerso che non solo si conoscevano, ma erano persino fratelli, entrambi di origine moldava.

LE PERQUISIZIONI. Il più anziano dei due, 36 anni, era l'addetto ai furti. Il minore, 33enne, teneva d'occhio gli accessi in maniera da dare campo libero al fratello. Perquisendo il maggiore dei due, gli agenti hanno trovato, nascosto negli zip, quanto trafugato dalla vettura derubata, una tessera Interparking del Tronchetto, una tessera Total-Erg e un Imob. Inoltre, nella tasca del giubbino, la pila a led. Nel giubbotto del fratello, un coltello di 15 centimetri. Il trolley abbandonato in strada era stato prelevato dall'auto saccheggiata, salvo poi essere lasciato in strada nel tentativo di fuga.

ARRESTI DOMICILIARI. Gli accertamenti hanno permesso tra l'altro di scoprire che i due erano vecchie conoscenze delle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio. Questa volta la situazione si aggrava, aggiungendo al curriculum dei malviventi l'arresto per furto aggravato in concorso. Il più piccolo è stato inoltre deferito per porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Il pubblico ministero ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo.


 

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