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Furto alla casa di cura "Rizzola", prendono a mazzate le casseforti

I ladri sono entrati approfittando del coprifuoco notturno, scardinando un paio di porte e andando verso la tesoreria, dove se la sono presa con le cassette blindate

Si sono introdotti nella casa di cura “Rizzola”, a San Donà, sgusciando non visti tra i corridoi, scardinando le porte per farsi strada e dirigendosi dritti verso le casseforti, strappandone una dal muro e attaccando a colpi di mazza la seconda. Questa volta i delinquenti non si sono fatti scrupoli a prendere di mira persino una struttura sanitaria, approfittando delle ombre della notte. Ora sul caso indagano i carabinieri, ma intanto alla “Rizzola” sarebbero spariti almeno 1.600 euro.

COME OMBRE – Il piccolo gruppetto di criminali sarebbe entrato in azione intorno alle 3 di notte, muovendosi con una rapidità e una competenza che tradivano numerosi sopralluoghi precedenti alla notte del furto, per mappare le stanze ed individuare vie d'accesso e sistemi di sicurezza: durante la notte, infatti, la casa di cura viene chiusa, ogni porta bloccata e i pazienti tenuti a loro volta sotto chiave, e proprio questa situazione ha paradossalmente favorito i ladri che, in assenza di un allarme, hanno potuto scardinare un paio di accessi e raggiungere senza essere notati l'ufficio della tesoreria. Una volta lì i criminali hanno sradicato dal muro la cassaforte più piccola, mandando in briciole cemento e intonaco con una mazza da carpentiere, poi hanno cercato in ogni angolo le chiavi della cassetta di sicurezza più grande, senza trovarle; per niente scoraggiati i delinquenti hanno tentato di aver ragione del portello blindato a mazzate, senza fortuna. Gli schianti avevano però allertato il personale della casa di cura e i ladri, consapevoli di ciò, si sono rapidamente dati alla fuga in pochi minuti, lasciando dietro di loro un paio di porte scardinate, una cassaforte ammaccata e un grosso buco nel muro dove prima erano custoditi circa 1.600 euro.

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