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A destra, il comandante Sabino Capodivento

A destra, il comandante Sabino Capodivento

Sfoggiano la corona di Swarovski rubata l'anno prima: "smascherati" i ladri vanitosi

Denunciati un 47enne di Perugia e un 25enne perugino. Trafugata anche una maschera, valore totale della refurtiva vicino ai 2mila euro. Sono stati riconosciuti da una dipendente

Si trovavano all'interno di uno storico caffè di Piazza San Marco, vestiti e agghindati a mo' di principi, per dare commiato "come si deve" al Carnevale 2017, ma la loro eccentricità ha giocato loro un brutto scherzo. I carabinieri di Venezia, dispiegati in laguna martedì pomeriggio e diretti dal capitano Savino Capodivento, hanno denunciato per furto aggravato in concorso F.B.L., 47enne originario di Perugia, e S.G., 25enne di Palermo.

Tutto ha avuto inizio lo scorso anno, sempre durante i festeggiamenti di Carnevale, quando un negozio di costumi e maschere carnevalesche del centro storico di Venezia aveva subito un furto ingente: una coroncina e una maschera incastonate di Swarovski, per un valore complessivo di circa 2mila euro. In quella circostanza non era stato possibile risalire ai responsabili. Ma il duo di banditi, convinto di passare inosservato un anno dopo aver messo a segno il colpo, ha deciso di sfoggiarli nella vanitosità dei propri costumi principeschi durante il martedì "grasso" veneziano. Fatto sta che mentre si trovavano in una "pausa" dai festeggiamenti, si sono imbattutti proprio in una dipendente del negozio da cui avevano sottratto i preziosi. La donna, oltre ad aver subito riconosciuto la refurtiva, non ci ha messo molto ad associare le facce dei ladri con quelle di due clienti abituali, frequentemente in laguna per festeggiare il Carnevale.

La commessa ha immediatamente informato i carabinieri presenti in quel momento in piazza San Marco. I militari hanno quindi fermato e condotto i due ladri in caserma, identificandoli e procedendo alla visione delle immagini di videsorveglianza acquisite l'anno precedente. La perfetta coincidenza dei volti e dei costumi dei due predoni con quelli delle immagini a circuito chiuso ha quindi permesso di chiudere il cerchio sul caso, terminata con il sequestro della refurtiva e la denuncia dei due "principi" all'autorità giudiziaria per furto aggravato in concorso.

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