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Lotta contro la morte dopo lo schianto, svaniti soldi e documenti

La denuncia del padre del 37enne che il 13 agosto, in sella al suo scooter, si scontrò contro un furgone a Ca' Noghera: "Sciacallaggio"

"E' stato uno sciacallaggio, ne sono convinto". Non usa mezze parole T.V., 68enne di Carpenedo in questi giorni costantemente all'ospedale Dell'Angelo al fianco del proprio figlio in coma. L'incidente il 13 agosto scorso sulla statale "Triestina" a Ca' Noghera. Il 37enne si trovava in sella a uno scooter quando la sua corsia di marcia (in direzione Jesolo) sarebbe stata occupata da un furgone giallo che intendeva entrare nel piazzale dello stabilimento Officine Aeronavali. Inevitabile lo schianto. Da allora il centauro sta lottando contro la morte. Oltre al danno, però, anche la beffa. Perché qualcuno forse ha pensato bene di appropriarsi dei documenti e dei soldi del malcapitato.

"Mio figlio nella sella dello scooter aveva il portafoglio, il cellulare, la carta Postamat, la patente e la carta d'identità - racconta il padre - è tutto sparito nel nulla. Possibile? Nessuna traccia. Almeno qualcosa avrebbe dovuto trovarsi sull'asfalto". Della vicenda è stato informato anche il corpo della polizia municipale di Mestre, i cui agenti sono intervenuti per rilevare il sinistro. "Mi hanno assicurato che hanno cercato dappertutto - continua il 68enne - sono rimasti sul posto molto più a lungo rispetto al solito, ma niente. Sappiamo dai riscontri bancari che mio figlio aveva prelevato 250 euro a Jesolo qualche ora prima dello schianto. In seguito è venuto da me, a Carpenedo, per una visita dato che non stavo molto bene. Un saluto come spesso fa. Poi è ripartito".

Ora il malcapitato si trova in coma nel reparto di Rianimazione, dopo aver subito nell'immediatezza dello schianto un delicato intervento all'aorta per tamporare una emmorragia e un drenaggio al polmone. Le sue condizioni sono molto gravi ma stazionarie. Ciò che preoccuperebbe di più i sanitari è il trauma cranico causato dall'incidente. Con lo schianto la sella dello scooter del 37enne si è aperta. Possibile quindi che i suoi effetti personali siano "volati" sulla strada seguendo la stessa traiettoria del motociclo.

"Come mai neanche una traccia? - si continua a chiedere il 68enne - Credo che qualcuno senza cuore abbia approfittato della situazione mentre mio figlio lottava contro la morte. Ho provato a chiamare più volte il suo cellulare ma da subito ha risposto sempre e solo la segreteria telefonica". Possibile anche che quanto si stia cercando sia ancora da qualche parte disseminato vicino al punto dell'incidente. Ma T.V. non ci crede: "No - dichiara - le ricerche ci sono state e qualcosa si sarebbe trovato. Questa è gente senza cuore".

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