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Razzia al distributore, ettolitri di gasolio: una banda sgominata

Indagini del commissariato di Jesolo, i malviventi avevano fatto il pieno ad almeno sei auto utilizzando una carta clonata. Incastrati dalle telecamere

Un anno e mezzo di indagini e sette persone denunciate. Questi i numeri di una inchiesta che ha interessato oltre agli agenti del commissariato di Jesolo anche la polizia bulgara, moldava e romena. Si tratta di sei giovani dell'Est Europa, sei residenti nel Sandonatese e uno a Cervia, nel Ravennate, che nel maggio dello scorso anno erano riusciti a prelevare gasolio per circa 1.150 euro alla stazione di servizio IP del centro di Jesolo. Avevano utilizzato una carta carburante DKV clonata. 

Il titolare, accortosi il giorno seguente di quell’insolito importo, ha controllato le immagini di videosorveglianza di cui è dotato l’impianto, osservando che una sola persona aveva rifornito almeno sei auto, tutte con targa moldava, bulgara o rumena. I componenti del gruppetto si comportavano in maniera anomala, recandosi alle pompe di erogazione in non più di due alla volta. Gli altri si tenevano in disparte fino al termine del rifornimento, per non destare sospetti, dopodiché si facevano sotto a loro volta. Non limitandosi ai serbatoi dei veicoli, ma riempiendo anche svariate taniche di carburante. Insomma, hanno fatto il pieno gratis. Il tutto con due sole operazioni per una quantità di carburante erogato di circa 560 litri.

Nell'immediatezza è stata contattata la ditta titolare della carta utilizzata, una grossa società di autotrasporti di Istrana che commercia con l’estero. I sospetti sono subito diventati realtà: la carta era stata clonata. I ladri, però, forse non sapevano che il benzinaio era dotato di telecamere di sicurezza ad altissima definizione, in grado di riprendere chiaramente le targhe dei veicoli e i volti dei conducenti. A quel punto vengono interpellate anche le polizie dei Paesi d'origine del gruppo. 

Vengono così individuati i proprietari delle auto, che risultano tutti residenti in Italia, in particolare nel Sandonatese (uno emigrato poi a Ponte di Piave). Attraverso accertamenti anagrafici, registrazioni dei controlli nella banca dati interforze della polizia e altre verifiche, i poliziotti sono riusciti all'inizio a dare un nome a tutti i conducenti delle auto coinvolte, tranne uno, ovvero colui che ha agito materialmente nella colonnina di pagamento con la carta clonata. Ciò nonostante, guardando e riguardando per ore le immagini, controllando anche tutti gli altri veicoli che erano entrati e usciti poco prima e poco dopo il gruppetto di malviventi, i poliziotti si sono accorti che l’intestatario di una di queste era stato controllato la sera prima dell’accaduto proprio ad Istrana, nei pressi della sede della ditta che aveva subito la clonazione della carta di pagamento. 

Viene scavato nel suo ambito familiare dove emerge, dalle posizioni del telefonino di uno di questi, che si trovava a Jesolo quella sera. La conferma poi dagli accertamenti con le immagini di videosorveglianza che acclaravano trattarsi della stessa persona, residente nel Ravennate (a Cervia) con precedenti per furto ed altri reati contro il patrimonio. Tutte le sette persone identificate sono state denunciate per il reato di concorso in indebito utilizzo di carte di pagamento, che prevede una pena fino a 5 anni di reclusione.

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