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Si sostituisce a un connazionale, poi furti a raffica in Italia: arrestato, nuova denuncia

Protagonista un 45enne romeno sorpreso dai carabinieri a rovistare in un'azienda agricola a Portogruaro. Incarcerato, si è scoperto che aveva rubato l'identità di un'altra persona

Era stato arrestato in flagrante il 18 gennaio scorso dai carabinieri del nucleo radiomobile di Portogruaro mentre rubava nell’azienda agricola Bellia, nella frazione Pradipozzo. Si era impossessato di alcune centinaia di euro custodite negli uffici, ma la sua presenza era stata scoperta e bloccata dai padroni di casa, che poi avevano chiesto l'intervento degli uomini dell'Arma. Ulteriori indagini avevano permesso di appurare che lo stesso ladro il 3 gennaio precedente aveva perpetrato un furto simile sempre nella stessa ditta. Così per lui (all'epoca identificato come R.C., romeno 45enne residente a Concordia Sagittaria e già ai domiciliari) si erano spalancate le porte del carcere di Pordenone. L'esecuzione della misura cautelare risale al 3 febbraio.

Non solo: nella sua abitazione, perquisita, erano saltati fuori capi vestiario e altri effetti personali risultati rubati nel dicembre 2015 dall’appartamento di una insegnante di San Michele al Tagliamento; alla donna era stato trafugata anche una carta Mastercard, da cui erano stati prelevati circa 1000 euro in contanti a Fossalta di Portogruaro. Altri furti analoghi erano stati messi a segno dallo stesso personaggio nel novembre 2015, rispettivamente ai danni di un uomo di Concordia e da uno di Portogruaro: due tessere bancomat per un totale di altri 1000 euro prelevati indebitamente. Due furti in abitazione che gli erano costati un'altra denuncia per ricettazione alla autorità giudiziaria di Pordenone.

Ma la vicenda non era ancora conclusa: qualche giorno fa il servizio Interpol, a cui erano giunte le impronte digitali del romeno per la verifica delle sue generalità, ha comunicato che in realtà R.C. in Italia non c'era mai stato e che quindi non poteva aver commesso quei reati. Ci sono volute nuove verifiche e alla fine si è scoperto che il passaporto in possesso dell'uomo arrestato dai carabinieri di Portogruaro era stato rilasciato in origine a E.A., un’altra persona della stessa età. A dirimere definitivamente la vicenda le fotografie dei due, che ovviamente non corrispondevano.

In sostanza E.A., sfruttando i documenti del connazionale R.C. a sua insaputa, aveva ottenuto documenti italiani validi a suo nome e con questi si era costruito una falsa identità. Reato per cui è scattata l'ennesima denuncia, stavolta per sostituzione di persona, uso di documenti di identificazione falsi e false attestazioni a un pubblico ufficiale.

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