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Dipendente infedele ruba motori marini in serie, 9 veneziani denunciati dalla polizia

Sono otto i compari denunciati assieme alla talpa, un 44enne. Le indagini sono durate un paio di mesi e tutti i propulsori (uno era finito in Puglia) sono stati recuperati dalla polizia

Quei motori erano spariti dalla concessionaria, ma ad "annunciare" i furti non c'erano nè segni di effrazione, né segni di intrusi entrati di soppiatto. Com'era possibile? Il sospetto, poi suffragato dai fatti, era che ci fosse una talpa all'interno dell'attività di rivendita di motori marini. Una talpa in grado di trafugare dalla fine dell'anno scorso 8 propulsori per un valore totale di circa 80mila euro. Con il "grosso" del bottino erano spariti anche libretti e documentazione. Insomma, chi li acquistava aveva la certezza che fosse materiale nuovo di zecca. Con l'unica eccezione che doveva sborsare meno della metà del prezzo di listino. 

Per gente avvezza alla navigazione era chiaro che i propulsori (soprattutto Volvo Penta da 200 cavalli) dovevano essere rubati. Per questo è stato denunciato non solo il dipendente infedele della concessionaria, con ogni probabilità con sede in via dell'Avena a Marghera, ma anche i suoi compari. Coloro che hanno acquistato a cuor leggero i motori. Nei giorni scorsi gli agenti della squadra mobile di Venezia sono riusciti a chiudere il cerchio delle indagini, scattate un paio di mesi fa, attorno a un 44enne veneziano. A incastrarlo pedinamenti, sopralluoghi e intercettazioni. Lui è stato denunciato per furto, mentre le altre 8 persone finite nei guai, che hanno da 44 a 66 anni, tutte veneziane e addette nel settore della navigazione (fa eccezione solo una persona, la più anziana), devono rispondere di ricettazione. 

I motori sequestrati, che erano già installati su 7 imbarcazioni, uno dei quali è stato individuato a Bisceglie, in Puglia, sono stati restituiti al proprietario della concessionaria. La refurtiva recuperata ha un valore commerciale di oltre 80mila euro. Per due dei coinvolti le forze dell'ordine sono arrivate proprio il giorno prima che partissero per le vacanze all'estero. Il timore era che potessero espatriare e poi non tornare. 
 

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