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Forte Marghera verso il suo futuro, servono "solo" cinquanta milioni

Il Comune si farà restituire 15mila metri quadri da Ca' Foscari e andrà a caccia di investitori privati. Chi è già dentro, però, non dovrà andarsene

Il futuro di Forte Marghera sembra essere più vicino: manca poco ormai alle firme sull'accordo tra Urbanistica e Ca' Foscari e, nell'attesa che l'università veneziana restituisca i 15mila metri quadrati donatile per realizzare il campus di via Torino, a ca' Farsetti già si pensa a come organizzare l'ex complesso militare e, soprattutto, come coinvolgere gli investitori.

SPAZI UTILI – Il primo passo per il nuovo progetto di Forte Marghera secondo il Comune è proprio la restituzione degli spazi concessi all'ateneo lagunare per realizzare il polo tecnico, scientifico e ambientale. Sono zone del Forte molto pregiate, che si affacciano sul canal Salso e che quindi potrebbero risultare più interessanti per gli investitori a cui si rivolgerà il prossimo bando internazionale. Non esistono vincoli particolari in quelle aree, e ciò permetterebbe quindi di realizzare tutti i sottoservizi necessari: dai parcheggi all'accoglienza visitatori.

TUTTI INSIEME – Il nuovo progetto per la riqualifica del Forte richiede almeno una cinquantina di milioni per mettere tutto in sicurezza e rendere agibili tutti gli spazi, soldi che bisognerà far arrivare irretendo possibili investitori e convincendoli a credere nel progetto. Per farlo l'arma segreta di Ca' Farsetti potrebbe essere quella di mostrare ciò che già funziona in Forte: il museo delle barche, la Polveriera e le varie realtà allestite dalla cooperativa sociale Controvento (dai ristoranti ai palchi, passando per gli eventi culturali e i festival musicali) non dovrebbero infatti venire “scacciati” dagli spazi che hanno occupato fino ad oggi ma, anzi, saranno integrati nel progetto più grande del Forte. Lo scopo del Comune è quello di avere una struttura riqualificata e utile, in cui vengano rimessi a nuovo i 79 edifici storici e i 15mila metri quadri liberi, magari con i soldi di privati ma continuando a mantenere il controllo di Ca' farsetti su tutta l'area. Un po' come chiedere la botte piena e la moglie ubriaca.

CON L'UNIVERSITÀ – Per riavere indietro quei 15mila metri quadri l'assessore all'urbanistica Andrea Ferrazzi ha promesso a Ca' Foscari una bella accelerata sul fronte della residenza universitaria, ma il piano del Comune non si ferma qui. Ferrazzi intende collegare via Torino e il Forte con un ponte ciclopedonale, andando a trasformare tutta l'area nel teatro di manifestazioni, festival culturali, eventi giovanili e chi più ne ha più ne metta. Resta il dubbio su come sarà possibile realizzare questo fantomatico ponte senza chiudere per sempre in un cul-de-sac le centinaia di barche da diporto che trovano il loro spazio proprio in via Torino, tra darsene private e stalli acquei. Il canale è infatti troppo stretto per un “ponte alto” e si rischia che nessuno possa più uscire dal proprio posto barca.

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