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Sentenza Mose, le reazioni: "Scandalo senza colpevoli". Galan: "Ora revisione processo"

I legali dell'ex governatore: "Se avesse potuto affrontare il processo la conclusione sarebbe stata analoga". Il M5S insorge: "Prescrizione vergognosa. E dove sono finiti i soldi?"

Alcune delle accuse rivolte a una parte degli imputati nel processo Mose sono risultate infondate e ora anche l'ex governatore del Veneto Giancarlo Galan chiede che si riveda la sua posizione. "Le plurime assoluzioni pronunciate dal Tribunale di Venezia - scrivono in una nota i legali Antonio Franchini e Niccolò Ghedini - E in particolare quelle dell'onorevole Sartori e dell'architetto Turato, dimostrano ancora una volta la fragilità e l'inconsistenza dell'impianto accusatorio nei confronti di Giancarlo Galan".

PROCESSO MOSE, TUTTE LE SENTENZE

"Se Galan avesse potuto anch'egli affrontare il processo - prosegono - vi sarebbe certamente stata soluzione analoga, vista la evidente inattendibilità delle fonti d'accusa. Anche alla luce di tale decisione, dunque, sarà necessario verificare ogni possibilità di revisione del processo, per poter finalmente dimostrare la inconsistenza dei fatti e, comunque, la sua estraneità".

LE REAZIONI ALLA SENTENZA

"Scandalo senza colpevoli". Commenta Jacopo Berti, capogruppo M5S al Consiglio regionale del Veneto: "I veneti volevano pene esemplari per la più grande mazzetta della storia d'Italia, invece siamo qui a commentare ancora una volta un processo che finisce all'acqua di rose. Ora vogliamo vedere la sentenza con le motivazioni, ma il primo impatto ci conferma che il più grande scandalo di questo Paese non ha colpevoli. Per non parlare della prescrizione, che porterà un'altra valanga di vergogna su questa vicenda. Ovvio che le sentenze vanno rispettate, e che il pronunciamento del giudice è sacro. Ma qui appare chiaro lo scollamento fra quel che è giusto nel senso della giustizia e quel che invece è ingiusto dal punto di vista della correttezza verso i veneti: dove sono finiti tutti quei soldi? Cosa accadrà con la prescrizione? Cosa è successo davvero attorno al Mose?"

"Prescrizione vergognosa". Il parlamentare M5S Federico D'Incà: "Prescrizione e soldi smarriti, sono questi i due punti dolenti della sentenza del Mose. Nell'ultima sentenza sono emerse richieste di risarcimenti per 20 milioni di euro, il che porta il conto a poco meno di 35 milioni. Contro i mille milioni di euro che sono affondati nel gorgo del Mose. Che fine hanno fatto quei quei soldi? L'altro scandalo che emerge dalla conclusione del processo di primo grado è legato alla prescrizione. In questo Paese non è possibile arrivare sempre alla prescrizione, questa spada di Damocle va cambiata. Oltre a questo chiediamo al ministero della Giustizia e al Csm un aumento del personale amministrativo, di magistrati e polizia giudiziaria nei tribunali e nelle procure del Veneto per far fronte alla vastità e complessità dei procedimenti in atto".

"Giusto il NO alle grandi opere". "Le condanne dell'inchiesta dimostrano che le grandi opere in Italia sono quasi sempre scuse per la politica e per alcuni imprenditori disonesti di fare affari", secondo il deputato M5S Emanuele Cozzolino. "Siamo a favore dei lavori pubblici se non comportano un impatto eccessivamente invasivo sull'ambiente e se non ne derivano appalti abnormi a rischio corruzione".

"Matteoli si dimetta". I senatori veneti del M5S Enrico Cappelletti, Gianni Girotto e Giovanni Endrizzi: “Dopo la condanna a 4 anni per corruzione, Altiero Matteoli si dimetta subito da presidente della Commissione Lavori pubblici del Senato. Seppur in primo grado, si tratta di una condanna grave, che getta un’ombra sull’operato dell’ex ministro su una vicenda che continua a mortificare il Veneto e Venezia. Crediamo sia una questione di opportunità politica e correttezza nei confronti dell’istituzione che presiede, in attesa di un giudizio definitivo da parte della magistratura”.

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