Inceneritore a Fusina, vietati i gazebo ambientalisti

No dall'Istituzione Grandi Parchi del Comune. Bettin: «Arroganza istituzionale». Comitati promotori: «Ci saranno comunque». Bottacin incontra il ministro Costa. Conferenza dei servizi spostata

Gazebo a Venezia, foto dalla oagina Facebook di Opzione Zero

Non possono essere installati questo fine settimana dai comitati ambientalisti, che li avevano annunciati in vari punti della Città metropolitana, i gazebo per la distribuzione di volantini e la raccolte firme «contro l'inceneritore di Fusina». Lo affermano le associazioni stesse, assieme al presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin, che definisce questo divieto: «arroganza istituzionale». I comitati anticipano che i gazebo ci saranno lo stesso.

Il diritto

«Viola un diritto costituzionale - dice Bettin - Un'altra dimostrazione di chiusura e prepotenza che caratterizza l’amministrazione comunale attuale». Ad aver detto No l'Istituzione Bosco e Grandi Parchi del Comune di Venezia. Per Bettin, «questa amministrazione impedisce forum e consulte storicamente attivi, ascoltati e coinvolti nelle decisioni, svuotando le Municipalità di risorse e funzioni, dopo oltre mezzo secolo di storia del decentramento. Parteciperò aggiunge - alla raccolta firme a sostegno di una giusta battaglia civile e ambientale e contro questa prepotenza istituzionale». 

Il css

Sul termovalorizzatore è tornato il sindaco Luigi Brugnaro stamattina in Consiglio metropolitano, in occasione della votazione del bilancio. La scorsa settimana l'assessore regionale all'Ambiente Gianpaolo Bottacin aveva detto di voler incontrare il governo. La conferenza dei servizi, in vista del rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale (Aia) è stata congelata, almeno fino a metà luglio, e non prima che Bottacin abbia visto il ministro Sergio Costa. «Parti dell'immondizia che venivano bruciate nella centrale a carbone non possono più esser trattate come prima, perché abbiamo chiuso, e con orgoglio, anticipatamente la Palladio a carbone dell'Enel». Ora viene trasformata in impianto a gas, ma non tratta il Css (rifiuto solido secondario, ovvero ciò che non si recupera del secco). «L'alternativa al termovalorizzatore è trattare altrove pagando - dice il sindaco -. E non pare una buona soluzione portare i rifiuti propri da un'altra parte - dice Brugnaro -. Spero il tema si possa affrontare perché i termovalorizzatori ormai sono fatti con le migliore tecnologie europee (gli inceneritori non ci sono più). Per di più i sindaci hanno dato parere favorevole».

Gazebo comunque

«I gazebo in piazza ci saranno, sabato 20 e domenica 21 giugno nonostante l'ostruzionismo del Comune di Venezia». Presidi a Mestre, Marghera, Zelarino, Oriago, Mira, Dolo, Mirano e Spinea, dice il post delle associazioni ambientaliste promotrici. «Ieri la direzione dell'Istituzione Bosco e Grandi Parchi ha deciso di non autorizzarli. Noi diciamo che questa decisione è arbitraria e politica. L'istituzione, direttamente controllata dal Comune di Venezia ha deciso di privare di una funzione fondamentale uno spazio pubblico tra i più frequentati dai cittadini». La conferenza dei servizi che darà il via definitivo al progetto è stata fissata il 9 luglio. «Non sarà questo a fermarci. Sono sempre di più quelli che si stanno rendendo conto della pericolosità che un nuovo inceneritore rappresenta per la salute e l'ambiente. Vi invitiamo a raggiungerci sabato 20 e domenica 21 per firmare la petizione».

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