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Cronaca

La delinquenza del futuro nel cyberspazio, Spina: «Adattarsi agli scenari criminali che mutano»

Giovedì mattina, la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista a Venezia è stata teatro della "IX conferenza regionale sulla cooperazione internazionale di polizia"

Cyberspazio e metaverso potrebbero diventare luogo di proliferazione della delinquenza, anche sfruttando le criptovalute. A tracciare un quadro sulla criminalità del prossimo futuro è il generale Giuseppe Spina, comandante della legione carabinieri "Veneto" nel corso della IX conferenza regionale sulla cooperazione internazionale di polizia, tenutasi giovedì mattina presso la Scuola grande di San Giovanni Evangelista di Venezia.

«Nel metaverso, - ha sottolineato Spina - ci sono investimenti di milioni di euro in criptovalute. I soggetti interagiscono tra di loro, guadagnano, effettuano transazioni e si ricrea uno scambio sociale così come avviene nella realtà». Un terreno che potrebbe essere fertile per la delinquenza, che si adatta agli scenari in mutamento. Per questo motivo, «bisogna seguire da vicino il crimine finanziario, che rappresenta oggi la minaccia più grave. C'è la necessità - ha aggiunto - di costruire una comunità internazionale di forze di polizia nel mondo non fisico, che possa indagare efficacemente nel metaverso».

Nel corso dell'evento, voluto dal vice direttore generale della pubblica sicurezza, Vittorio Rizzi, hanno partecipato anche il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, il questore, Maurizio Masciopinto, il presidente della corte d’Appello, Carlo Citterio, il sostituto procuratore di Eurojust, Emanuele Marchisio, il capo dell’antiterrorismo di Europol, Claudio Galzerano, e il direttore del servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip), Giampiero Ianni.

Il prefetto Rizzi, in particolare, ha richiamato i pilastri fondanti della cooperazione internazionale di polizia: «Non solo scambio di informazioni e dati, ma soprattutto scambio di esperienze. Ed è proprio in questa direzione che l’Italia si è fatta promotrice di nuovi strumenti, come il "Law Enforcement Forum", che ha unito tutti i paesi dell’Unione europea in un confronto volto alla prevenzione dei rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nel piano di implementazione delle risorse del Pnrr e, in ambito Interpol, con la conduzione del progetto I-Can (Interpol cooperation against ndrangheta), per un attacco strutturato e globale alla ‘ndrangheta, che potrà avvalersi del primo algoritmo predittivo di intelligenza artificiale per intercettare le strategie espansionistiche dell’organizzazione criminale e anticipare la minaccia».

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