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Il premier Gentiloni a Porto Marghera: «Il governo è pronto a discutere di autonomia»

Martedì mattina il presidente del Consiglio è alla bioraffineria Eni, "eccellenza nel mondo". Commento al referendum: «Non si discute l'Italia, non abbiamo bisogno di lacerazioni»

«Siamo a Venezia, la capitale del Veneto, come dice il sindaco Brugnaro: e io guardo con interesse e disponibilità a questa discussione sul tema dell'autonomia, alla possibilità di trattare alcune materie e funzioni sull'autonomia delle regioni. Ma non abbiamo bisogno di lacerazioni, bisogna ricucire quelle che la crisi ha provocato». Il presidente del Consiglio a poche ore dalla chiusura delle urne del referendum consultivo di domenica è già in quel Veneto che ha dimostrato in massa di voler avere maggiori spazi di manovra nella gestione di risorse e competenze. Dal massimo rappresentante del governo non c'è chiusura, ma un paletto invalicabile lo si esplicita subito: "Il governo è pronto a discutere di autonomia nel merito, è utile per il Paese - spiega - Vedremo quali funzioni, vedremo a quali condizioni, ovviamente nei limiti fissati dalle leggi e dalla Costituzione. Sarà una discussione complessa, ma siamo pronti. Si discute di come far funzionare meglio l'Italia, non si discute dell'Italia e tantomeno della sua Costituzion. Ma il confronto è utile e il governo avrà da questo punto di vista la massima apertura".

"Non abbiamo bisogno di lacerazioni". Zaia: "Parole positive"

Pochi secondi prima aveva sottolineato che l'Italia "non ha bisogno di lacerazioni". Dunque sull'autonomia speciale e annessa possibile riforma costituzionale il presidente del Veneto, Luca Zaia (non presente alla visita del premier alla bioraffineria Eni di Porto Marghera) troverà la porta chiusa. Per il resto si vedrà nelle prossime settimane, quando la delegazione trattante sarà in grado di mettere sul piatto le proprie rivendicazioni: "Entro un mese saremo pronti ad aprire la trattativa con il governo sull'autonomia e avere maggiori competenze - ha scritto nelle stesse ore su Facebook il titolare di Palazzo Balbi - Aggiungeremo la richiesta dello Statuto speciale che non è una provocazione, ma una rivendicazione dei veneti ormai da tempo". Alle agenzie, dopo aver appreso delle parole del presidente del Consiglio, Zaia ha spiegato di "leggere in positivo le sue parole. Non mancheremo di fare la nosta proposta nell'alveo della Costituzione, che parla non solo di competenze e di federalismo fiscale, ma anche delle modalità della trattativa. Il nostro atteggiamento sarà costruttivo nell'interesse del Veneto, per risolvere lacerazioni create non solo dalla crisi ma anche da una visione odiosa della gestione del Paese, vergognosamente centralista".

"Mantenere la propria identità nel mondo"

Il Capo dell'Esecutivo al termine del suo discorso ha anche parlato della necessità di mantenere la propria identità anche (se non soprattutto) nel momento in cui ci si trova a concorrere con il resto del mondo. Uniti pur nelle diversità (altra stoccata velata alla richiesta di statuto speciale del Veneto): "Le nostre città sono i luoghi principe della proiezione dell'Italia nel mondo - ha sottolineato il premier - I veneziani si sentono molto veneziani, ma anche italiani ed europei. Questa identità è una carta da poterci giocare, essere cittadini del mondo oggi è possibile solo avendo radici".

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"La nostra ripresa non è 'jobless'"

Il capo del governo martedì ha spinto forte sui concetti di progresso e di nuova industrializzazione "green" e l'ha fatto all'interno della bioraffineria Eni di Porto Marghera, simbolo di riconversione sostenibile a livello mondiale. Al suo fianco la presidente di Eni, Emma Marcegaglia, e l'amministrazione delegato del gruppo, Claudio Descalzi: "Il Financial Times ha scritto che la ripresa italiana non è jobless - ha dichiarato - e che ha prodotto posti di lavoro: lo sviluppo che abbiamo davanti non distrugge, ma crea posti di lavoro. Grazie all'innovazione tecnologica transitare da un lavoro della vecchia fase dell'industria ad uno nella nuova fase è possibile. Che si faccia qui a Porto Marghera è significativo, perché è simbolo e luogo importante della città metropolitana di Venezia".

"Eni eccellenza italiana nel mondo"

«È un concentrato di simboli quello che abbiamo visto stamattina - insiste - Siamo in uno degli insediamenti industriali con dimensioni e storia più importanti in assoluto. Siamo in una raffineria che a lungo è stata vista come un impianto additato per le problematiche ambientali; ora è una raffineria verde, l'esempio più avanzato a livello mondiale. Quando si parla di economia a carbone zero credo che si indichi un traguardo, non una realtà raggiungibile domani, ma dobbiamo essere consapevoli che verso questi traguardi bisogna andare. Ho avuto il privilegio di fare il ministro degli Esteri e vi assicuro che Eni è vista come una grande eccellenza italiana».

"Abbiamo raggiunto l'obiettivo delle rinnovabili"

«L'Italia deve riconfermare i propri impegni sul rispetto dell'ambiente, sulle rinnovabili - conclude - Siamo passati in pochi anni dal 6 al 20%, abbiamo raggiunto l'obiettivo del 2020 con 3 anni di anticipo. Le scelte strategiche per il futuro si fanno esattamente nel momento in cui le economie danno segnali di ripresa. Il fatto che questa green refinery si faccia a Venezia e a Gela è interessante: è il simbolo di un'Italia che va avanti insieme».

Generali e The Human Safety Net

Dopo la visita a Porto Marghera Gentiloni si è recato nella sede di Generali a Mogliano Veneto, accolto dal presidente Gabriele Galateri di Genola, dal Ceo Philippe Donnet e dall'amministratore di Generali Italia, Marco Sesana. Il primo ministro ha incontrato oltre 600 dipendenti della compagnia e ha visitato l’Innovation Park, il centro dell’innovazione della compagnia assicurativa: uno spazio fisico e digitale di 5mila metri quadri, recentemente inaugurato per dare spazio a intelligenza artificiale, canali di interazione, device di connettività, digitalizzazione dei processi, big data e a nuove modalità di lavoro. Donnet ha presentato "The Human Safety Net", iniziativa globale che supporta le comunità più vulnerabili, e il progetto di restauro delle Procuratie Vecchie di Venezia, dove avrà luogo la sede del progetto: gli edifici della sede storica di Generali a Venezia saranno infatti restaurati dall'architetto David Chipperfield per diventare la casa di The Human Safety Net, aperta anche al pubblico. "Un movimento globale - è stato spiegato - che unisce le comunità di tutto il mondo attraverso una rete di ‘persone che aiutano altre persone’".

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