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Emergenza profughi: sono in arrivo altri 722 migranti in tutto il Veneto

Lettera del prefetto lunedì a tutti gli enti locali per chiedere una cabina di regia condivisa. Intanto gli sbarchi e i trasferimenti non si fermano

Continuano gli sbarchi, e di conseguenza continuano anche i trasferimenti di migranti in Veneto. Regione che ancora non ha raggiunto la propria quota assegnata tramite l'accordo istituzionale del 2014. La quota massima, però, che si aggiorna ogni 10mila arrivi, stavolta verrà avvicinata di molto, visto che il ministero dell'Interno ha annunciato che nella nostra regione saranno trasferiti 722 migranti. Nei prossimi giorni. Dove si troverà posto per ospitarli non si sa, visto e considerato che già nella provincia di Venezia la situaziona appare piuttosto tesa. Tra le proteste di Eraclea, il trasferimento di alcuni migranti nella ex base miliare di Cona e i presìdi ad Annone Veneto, oggi smantellati dopo l'annuncio del sindaco che i migranti non troveranno posto negli appartamenti del condominio oggetto di accordo tra prefettura e privati. Saranno poco più di un centinaio dunque gli ulteriori migranti che dovranno essere smistati in territorio lagunare. Ad ora nella regione si trovano ospitati 5.654 profughi su una quota totale di 6.446. Dunque prima dell'arrivo dei "nuovi" 722 richiedenti asilo, la quota residua era di 792 unità. Che per forza di cose si assottiglierà a settanta.

IDEA CABINA DI REGIA - La situazione si fa sempre più difficile per il prefetto di Venezia Domenico Cuttaia, che la settimana scorsa aveva già esposto l'idea ai sindaci che avevano partecipato alla riunione a Ca' Corner per tentare di gestire l'emergenza migranti. Oltre all'annuncio dell'accordo stipulato con il ministero della Difesa per l'utilizzo dell'ex base missilistica di Conetta, infatti, erano stati sottolineati alcuni difetti di comunicazione tra Prefettura ed enti locali. "Con l'immensa mole di lavoro che c'è - aveva spiegato Cuttaia - qualcosa scappa. Inevitabile".

Per evitare il ripetersi di arrivi di profughi senza che i sindaci ne sapessero niente, dunque, il prefetto ha lanciato l'idea di una sorta di "cabina di regia". Lunedì ha quindi inviato una lettera a tutti i primi cittadini del territorio per chiedere collaborazione su questo punto: "Per favorire la circolarità delle informazioni - scrive Cuttaia - ho proposto la costituzione in Prefettura di una struttura informale di monitoraggio (in grado di divenire auspicabilmente una vera e propria cabina di regia). Tale struttura potrebbe essere costituita da un rappresentante della Regione, da un rappresentante della costituenda Città Metropolitana, da un rappresentante dell'ANCI e dai rappresentanti dei Comuni di volta in volta interessati da problematiche contingenti relative all'immigrazione".

Alla riunione erano arrivati segnali positivi dagli interlocutori, e da parte di Cuttaia era stata dimostrata tutta la buona volontà nel realizzare l'idea: "Ciò consentirebbe a tutti gli Enti di avere piena cognizione in tempo reale del flusso migratorio fin dalla prima assegnazione di migranti che il Ministero dispone in Veneto - continua Cuttaia - nonché di tutte le soluzioni affrontate dalla Prefettura per trovare accoglienza ai migranti. Se poi a questo monitoraggio si volesse aggiungere l'intento propositivo di cooperare nelle scelte, la struttura da costituire potrebbe divenire la prima sede di immediata analisi e pre-definizione di tutte le problematiche afferenti ai flussi migratori". L'intento è quindi di raggiungere una maggiore collegialità nella gestione dell'emergenza, se non altro per evitare per quanto possibile i tira e molla e le dichiarazioni di fuoco a mezzo stampa di sindaci e associazioni. La palla ora è stata passata ai primi cittadini: "Si resta in attesa di conoscere le rispettive valutazioni in ordine all'opportunità di realizzare al più presto l'iniziativa proposta", conclude il prefetto.

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