Cronaca

Ingegnere di Martellago viene rapito nella polveriera della Libia

Gianluca Salviato, 48enne, è sparito da sabato. La sua auto è stata trovata aperta. Soffre di diabete. Offerta ricompensa a chi darà notizie

Rapito. Per ottenere un riscatto. In una terra che ancora fatica a essere amministrata. Senza un governo forte. Insomma, una polveriera. Sono ore di grande preoccupazione per Gianluca Salviato, ingegnere 48enne di Martellago che lavora per una ditta di Udine che in questi giorni si trovava in Libia (a Tobruk per la precisione) per un progetto di infrastrutture in Cirenaica da 300 milioni di euro. L'ingegnere era lì per un sopralluogo di collaudo per la realizzazione della rete fognaria. Secondo quanto raccontano i media locali, l'auto del malcapitato è stata trovata abbandonata poco distante dal luogo del rapimento. Le chiavi ancora inserite nel cruscotto. All'interno dell'auto, però, anche il necessario per l'uomo per curare il diabete. Come il kit di insulina. Serve fare presto quindi per l'ingegnere, vista l'impossibilità in questo momento di curarsi.

La Farnesina, che ha più volte sconsigliato "di recarsi per qualsiasi motivo in Cirenaica e nel Sud del Paese" (l'ultimo avviso è proprio di sabato), sta seguendo "con il massimo impegno" la situazione, in stretto contatto con l'Unità di crisi e l'ambasciata italiana a Tripoli. Durante la giornata di domenica ancora non è arrivata alcuna rivendicazione da parte di chi nasconde Salviato. Nemmeno una richiesta di riscatto. Per questo motivo la ditta friulana per la quale l'ingegnere lavora ha offerto una ricompensa per chiunque sia in grado di fornire notizie utili alle indagini. Nello stesso tempo i media libici hanno ribadito più volte che il 48enne veneziano ha problemi di salute. E durante la sua prigionia non ha la possibilità di curarsi.

Solo lo scorso 17 gennaio, due operai calabresi, Francesco Scalise e Luciano Gallo, di 63 e 52 anni, erano stati rapiti nei pressi di Derna, sempre in Cirenaica, poi liberati dopo venti lunghi giorni il 6 febbraio. Il 2 marzo un cittadino francese, impiegato come tecnico per la ristrutturazione del Bengasi Medical Centre, è invece stato ucciso in pieno giorno nella città. A Tobruk, come nell'intera area circostante, è una polveriera.

La regione è stata dichiarata "autonoma" da un ex rivoluzionario Ibrahim Jadran che guida l'Ufficio politico di Barqa (nome arabo della Cirenaica). E' lo stesso gruppo che da mesi blocca i porti e i terminal petroliferi dell'est e che nelle scorse settimane ha tentato di esportare greggio "in proprio".

I FAMILIARI E LA FARNESINA - I familiari durante una comprensibile domenica di apprensione preferiscono per ora non lanciare appelli. Attendendo novità. Il sindaco di Martellago, Monica Barbiero, ha parlato al telefono con la sorella dell'ingegnere, il quale risiede a Trebaseleghe, nel Padovano. "Sono in apprensione per il rapimento in sé - ha spiegato il primo cittadino - ma anche perché Gianluca ha problemi di salute, il diabete, e non ha l'insulina che gli serve. Sono angosciata e in ansia". Tutto il mondo della politica si è stretto attorno alla famiglia Salviato. La moglie, gentile, al cellulare ha risposto all'Ansa rringraziando quanti in queste ore stanno cercando di riportare a casa il marito.

A quanto racconta un'amica di famiglia Salviato era andato a lavorare all'estero (anche nei territori dell'ex Unione Sovietica) perché in Italia non riusciva a trovare una occupazione stabile. Dopodiché la scelta della Libia. La Farnesina, contattata anche dal segretario provinciale del Partito Democratico Marco Stradiotto, molto amico di Salviato, ha assicurato naturalmente la massima attenzione sul caso. Anche attraverso l'ambasciatore italiano in Libia. Lo avrebbe dichiarato a Stradiotto anche il ministro degli Esteri Federica Mogherini.

Parole di vicinanza alla famiglia Salviato sono arrivate anche dal sindaco di Venezia Giorgio Orsoni: “Esprimo la mia preoccupazione per Gianluca e mi auguro che nelle prossime ore la sua famiglia possa ottenere quelle notizie positive e tranquillizzanti che anche tutti noi attendiamo. Alla nostra dipendente, la vicinanza del Comune in questa particolare situazione di attesa che, ribadisco, tutti ci auguriamo possa risolversi al più presto e nel migliore dei modi possibili".

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