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Rapimento Salviato, tutto tace Farnesina e Esteri in piena attività

Il ministero e i funzionari dell'unità di crisi si mantengono in stretto contatto con i parenti dell'ingegnere rapito in Libia, di cui non si sa ancora nulla

Ancora ore di tensione per la sorte di Gianluca Salviato, l'ingegnere 48enne di Martellago, rapito durante i lavori nelle aree “calde” del Medioriente. L'uomo lavora per una ditta di Udine che in questi giorni si trovava in Libia (a Tobruk per la precisione) per un progetto di infrastrutture in Cirenaica da 300 milioni di euro.

MINISTRO E FARNESINA - Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha avuto martedì due colloqui telefonici con la moglie e la sorella di Salviato. Cristiana, sorella di Gianluca, è stata anche alla Farnesina per incontrare alcuni funzionari del ministero degli Esteri. La famiglia Salviato, che sin dal momento della sparizione in Cirenaica mantiene uno stretto contatto con la Farnesina, per ora non ha lanciato alcun appello per la liberazione del congiunto. Dal fronte mediorientale il silenzio viene ricambiato in toto: tanta preoccupazione e molta ansia, ma di notizie concrete nemmeno l'ombra.

IL RAPIMENTO - L'ingegnere era lì per un sopralluogo di collaudo per la realizzazione della rete fognaria. Secondo quanto raccontano i media locali l'auto del malcapitato è stata trovata abbandonata poco distante dal luogo del rapimento, le chiavi ancora inserite nel cruscotto. E mentre le autorità internazionali cercano di capire dove possa essere stato portato il professionista veneziano, anche il meccanismo politico e diplomatico si attiva per cercare una soluzione.

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