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Gianni a 57 anni perde il lavoro e diventa Guardian: "Orgoglioso d'aver difeso Venezia"

Gianni Ferraresso, di Fossò, è stato uno degli "angeli del decoro": "Amo questa città e non la conoscevo bene. I turisti li ho trattati come dei bambini piccoli, informandoli col sorriso"

"L'emozione che mi è stata regalata quando mi hanno detto che avrei fatto parte di questo splendido gruppo è ancora forte. E' stata un'esperienza meravigliosa che porterò sempre dentro di me". Parla e si commuove Gianni Ferraresso, 57 anni di Fossò. Da un anno a questa parte la sua vita è diventata molto difficile. L'azienda per la quale lavorava ha chiuso e i dipendenti sono rimasti a casa. "A volte pensi a come fare per arrivare a fine mese - racconta - a volte rischi di impazzire".

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Poi arriva la possibilità di fare per 4 mesi il "San Marco Guardian", di darsi da fare per quella Venezia tanto amata ma poco conosciuta in passato. "Per me solamente sentire il nome Venezia è motivo d'orgoglio - racconta - se io la amo così tanto pur non essendo la mia città pensa cosa può provare chi la vive tutti i giorni". Sono gli occhi di un innamorato quelli di Gianni, che non si capacita di come qualcuno possa invece infierire su una bellezza tanto fragile. "L'ho fatto con il cuore - sottolinea - trattavo i turisti come fossero dei bambini piccoli. Mi dicevano 'bravo, ti presenti con il sorriso. Mi dici che devo alzarmi, ma lo fai con il sorriso'. E come smetteva di sedersi uno, lo facevano anche gli altri. Sono orgoglioso di ciò che ho fatto. Sono grato di aver potuto conoscere meglio la città".

Ora, però, il ritorno alla quotidianità. Non si prenderà più il treno ogni giorno alla volta della laguna. Ora torna l'incubo di non avere un lavoro: "Sono nella situazione peggiore, perché alla mia età ci sono poche possibilità - racconta Gianni - spero che anche grazie all'entusiasmo che ho dimostrato qualcosa si muova. Lo spero, perché è dura. Mi porterò dentro, però, un'esperienza unica. Non sono mancati esempi eclatanti. Come chi si è disteso a petto nudo a terra spalmandosi la crema o bevendo birra. Ho detto loro 'volete anche degli spritz?'. Ponendosi così loro ti ascoltano. Ma ho trovato anch'io delle difficoltà. Non capisco come possano comportarsi in certo modo i turisti. In casa degli altri non sporco e mi comporto con rispetto. Tanto più che questa è una città che non si può non amare. In treno - conclude - spesso vedevo i bambini, ma anche gli adulti, che rimanevano a bocca aperta vedendo Venezia avvicinarsi. La città dobbiamo guardarla così, con gli occhi dello stupore". 

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