Pace a Ca' Bembo, stop all'occupazione e via alle bonifiche: "Ma rimanga a uso pubblico"

Il Cda di Ca' Foscari ha avviato l'iter per il bando per i lavori. Il giardino tornerà a essere utilizzato dai bambini Renier Michiel, poi sarà aperto anche alla cittadinanza

Era stato letteralmente un "terreno di scontro", ma ora sembra essere stata raggiunta una comunione d'intenti: iniziano i lavori di bonifica del giardino di Ca' Bembo, da 3 anni occupato dal Collettivo Liberi Saperi Critici affinché la struttura non venga venduta a privati ma, anzi, venga mantenuta a uso pubblico.

"Giardino a uso pubblico"

Un'intenzione che viene messa nero su bianco da Ca' Foscari, che in una nota ha annunciato l'avvio dei lavori di bonifica del giardino: "Tornerà a essere utilizzato dalla scuola elementare Renier Michiel - si dichiara in una nota - secondo gli impegni già assunti con la scuola stessa e il Comune; l’Ateneo esprime inoltre l'impegno a destinare il giardino anche a uso pubblico, compatibilmente con gli orari di apertura e chiusura della sede, e secondo modalità di utilizzo che garantiscano la tutela del giardino quale bene vincolato dalla Soprintendenza".

Avviato l'iter per le bonifiche

Durante la riunione di venerdì, il Consiglio di amministrazione dell'ateneo lagunare ha dato mandato al rettore Michele Bugliesi di procedere con l'avviso di gara per l'appalto dei lavori non appena sarà completato lo sgombero dei locali. "L'accertamento sullo stato dei terreni superficiali ha reso necessario l'avvio di un progetto di messa in sicurezza permanente - conclude Ca' Foscari - Sono stati stanziati, nel Piano triennale delle opere pubbliche, circa 1,5 milioni di euro per una serie di interventi per la riqualificazione e l’utilizzo del palazzo da parte di Ca’ Foscari".

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Il collettivo Lisc

Il progetto è stato accettato anche dal collettivo Lisc: "La chiusura temporanea del giardino e la fine dell'occupazione possono avvenire a condizione che, una volta riaperto, lo spazio rimanga ad uso pubblico - si spiega - Non ci è mai interessato appropriarci di uno spazio, lo scopo dell'occupazione è stato sin dall'inizio quello di trasformare Ca' Bembo in un bene comune, ovvero fermane la svendita e restituirgli un senso attraverso un uso aperto e plurale. Se l'uso pubblico verrà garantito, la città avrà vinto". Parole che appaiono in sintonia con quelle del rettore Michele Bugliesi: "E' l'esito auspicato da parte dell'Ateneo e che ora si concretizza grazie alla decisione del Consiglio di amministrazione e all'impegno degli attuali occupanti a liberare i locali", ha commentato.

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