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L'oro sequestrato

L'oro sequestrato

Famoso gioielliere custodiva l'oro rubato della banda, arrestato

Nei guai un 60enne titolare di un negozio in centro a Cavarzere, ora sequestrato. Faceva parte di un sodalizio disarticolato dai carabinieri

Era una banda che oramai aveva dei contorni ben delineati. "Oliati" da una lunga serie di scorribande criminali su cui forse martedì è calato il sipario. Del resto i carabinieri della compagnia di Piove di Sacco già in passato erano riusciti a colpire il sodalizio: a ottobre 2013 alla famiglia che costituisce il "nucleo" della banda avevano sequestrato diverse armi. Gli accertamenti sono quindi continuati, permettendo di far luce sulle malefatte dell'intera banda.

Alle prime luci dell’alba i militari dell'Arma, supportati da unità cinofile ed elicotteri, hanno arrestato e portato in carcere un 22enne di Arzergrande, nel Padovano, e un albanese di 31 anni. Ai domiciliari, oltre a sei complici, anche C.G., un 60enne di Cavarzere titolare di una storica gioielleria del paese veneziano, in pieno centro. Gli altri destinatari di custodia cautelare sono un 24enne nullafacente, un 35enne, un 23enne e un 34enne di Piove di Sacco, un 47enne di Succivo, in provincia di Lecce, e un 37enne di Polverara, nel Padovano. A questi si aggiungono anche un complice con divieto di dimora in provincia di Padova e un altro sottoposto all'obbligo di firma.

A sette di loro, compreso il gioielliere di Cavarzere, viene contestata l'associazione a delinquere. Ma il commerciante deve rispondere anche di ricettazione e riciclaggio. Era lui, secondo gli inquirenti, il "deposito" dei bottini del sodalizio. Gli venivano affidati gli oggetti d'oro trafugati durante almeno sedici furti o tentati furti in abitazione negli ultimi tempi, il quale poi li rivendeva al prezzo di 19 o 20 euro al grammo. Per un importo complessivo di 4mila euro circa. Sarebbero state riscontrate cessioni di questo tipo a partire da settembre 2013 fino a marzo 2014.

Ad altri quattro componenti della banda viene attribuita anche una rapina a mano armata alla stazione di servizio "H6" di Piove di Sacco, quando nel novembre scorso venne trafugato un bottino di 30mila euro in contanti. Durante 29 perquisizioni sono stati sequestrati 53 chili di oro massiccio, di cui una parte in lastre, e un disturbatore di frequenza utilizzato per neutralizzare gli antifurti più sofisticati di case e auto di lusso. La gioielleria di Cavarzere finita nel mirino dell'indagine è stata posta sotto sequestro, anche perché al suo interno sarebbe stata rinvenuta la gran parte dell'oro recuperato.

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