Giornata della memoria: al Ghetto la cerimonia per ricordare l'olocausto

Il 27 gennaio ricorrono i 75 anni dalla liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz. In Regione un progetto di legge sulla shoah

(Ansa)

Ricordare l'orrore dei fascismi e dell'olocausto, un dovere e una necessità. A Venezia la cerimonia del giorno della memoria, il 27 gennaio, si è svolta nel Ghetto ebraico, luogo simbolo della comunità. C'erano il presidente Paolo Gnignati, il rabbino Daniel Toiutou, rappresentanti della Regione Veneto, autorità civili e religiose. «Lo Stato totalitario aveva distrutto il rapporto con le persone - ha detto Gnignati, ricordando l'epoca fascista - e in questa società dominata dalla paura gli ebrei sono stati le prime vittime. Non le uniche vittime, ma quelle che lo sono state in modo sistematico. Questa giornata richiama a una cultura della coscienza: ci sono delle recrudescenze ed è necessario che le istituzioni riescano a parlare con le nuove generazioni».

Cerimonia per la memoria

Dopo l'alzabandiera a mezz'asta da parte degli alpini dell'Ana, il gruppo si è recato al monumento ai deportati in campo del Ghetto, per rendere omaggio alle vittime della Shoah. Il rabbino di Venezia ha quindi recitato il salmo e i la preghiera del Kaddish, quindi c'è stato un minuto di silenzio.
Zaia ha ricordato l'iter del progetto di legge regionale per la memoria della Shoah, «un segnale in un contesto nel quale ci si nuove con difficoltà. Mi chiedo se i ragazzi di oggi abbiano mai letto il Diario di Anna Frank, come abbiamo fatto noi a scuola. Io - ha detto - lo renderei obbligatorio. Oggi si celebrano i 75 dalla liberazione di Auschwitz. È la giornata per non dimenticare».

Legge regionale

Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale, ha ricordato: «Domani approveremo un progetto di legge per creare sempre più consapevolezza sulla shoah, perché la memoria non è affare di un solo giorno, ma è conquista quotidiana e conoscenza. Abbiamo bisogno di una cultura della memoria e a maggior ragione in un'epoca dove il sonno dell'ignoranza crea mostri, dalla rimozione di quanto accadde al negazionismo. Sono trascorsi 75 anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, quando divenne visibile in tutta la sua infamia l'orrore dello sterminio sistematico in quello che è stato il più grande assassinio di massa mai perpetrato nella storia dell'umanità: il peso di quell'infamia e di quell'orrore non sono stati di certo scalfiti, anzi, dal tempo ma ciò non di meno occorre diffondere, soprattutto tra i più giovani, lo conoscenza di quanto accadde dopo le leggi razziali, le deportazioni, le delazioni, le camere a gas, il genocidio».

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