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Si trova "in mezzo" durante la rissa al Rivolta: accoltellato un paio di volte

Gli uomini della Digos sono riusciti a dare un nome e un volto al giovane che il 18 novembre scorso ferì con un paio di fendenti un 27enne di Chioggia. Si tratta di un 22enne albanese

Si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Per questo ha subito due coltellate, una alla gamba sinistra, che ha sfiorato l'arteria femorale, e una all'avambraccio. Riportando venti giorni di prognosi. Dopo tre mesi gli agenti della Digos sono riusciti a far luce sull'aggressione di L.B., 27enne di Chioggia, che il 18 novembre scorso venne ferito mentre si trovava alla serata di musica elettronica "Altavoz" al centro sociale Rivolta di Marghera.

Il giovane, infatti, secondo gli inquirenti, sarebbe stato colpito da E.P., 22enne di nazionalità albanese domiciliato nelle vicinanze ma di fatto senza fissa dimora. La scintilla? Questioni di donne. Ma in cui la vittima non c'entrava nulla. A fronteggiarsi in una zuffa iniziale furono infatti, secondo la ricostruzione della Digos, due giovani di nazionalità moldava e l'aggressore, poi denunciato. Durante il parapiglia, però, è finito "in mezzo" anche un gruppo di giovani chioggiotti che si trovavano all'interno del capannone per assistere al dj set. Si alzano le mani. A un certo punto l'accoltellatore, che si trovava al concerto con la fidanzata, sarebbe stato raggiunto da una manata in testa.

Passano alcuni minuti e scatta la vendetta: volano parole grosse. Poi in mano si materializza un coltellino a serramanico che colpisce per due volte G.B.. Dopodiché qualcuno chiama la polizia, che interviene. Difficile però per gli inquirenti dipanare la matassa. Il ferito, infatti, non sapeva chi fosse l'aggressore. Sapeva solo che la sua parlata aveva un accento albanese. Gli stessi amici che erano con lui potevano solo spiegare com'erano avvenuti i fatti, ma nessuno conosceva l'accoltellatore, subito volatilizzatosi con la fidanzata dai capelli biondi.

La svolta alle indagini arriva da un conoscente di E.P., nel frattempo svanito nel nulla, che pur non essendo presente la notte dell'aggressione ha fornito elementi utili agli invesigatori, i quali nel frattempo contattano anche la fidanzata dell'aggressore, acquisendo ulteriori tasselli del puzzle. Gli agenti quindi hanno una faccia e un volto. Serve solo individuare il ricercato, che al momento è sparito dalla circolazione. Anche perché si viene a sapere che è stato raggiunto da un ordine di custodia cautelare e un ordine di carcerazione dalla Procura di Venezia (per cui deve scontare due anni e venti giorni di reclusione). Questioni di droga.

A un certo punto, però, il latitante "riemerge". La Digos sapeva che si muoveva a bordo di uno scooter appariscente, di colore verde e giallo. Lo stesso viene individuato il 4 febbraio scorso vicino a via Verdi a Mestre. Scatta l'appostamento: il giovane, a bordo dello scooter con la fidanzata, viene seguito fino a via Pionara, al parcheggio del centro commerciale "Conforama", quando si accorge di essere seguito. Tenta la fuga a piedi scavalcando un cancello privato, ma proprio nel momento dello "scavallamento", viene bloccato dagli agenti che lo arrestano per le ordinanze di custodia pendenti. Riconosciuto in fotografia anche dal 27enne ferito, E.P. è stato quindi anche denunciato per lesioni aggravate, porto abusivo d’arma, guida senza patente e uso di atti falsi. Al momento del controllo di polizia, infatti, aveva esibito una carta d'identità e una patente di nazionalità greca, entrambe contraffatte.

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