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Giovane picchiata per strada a Marghera: "Mi ha chiesto una sigaretta e mi ha colpito"

Nicole De Santi, 20 anni, racconta cosa le è accaduto giovedì: "Per far sì che non succeda ad altri". E' stata colpita al volto da un uomo sui 40 anni: "Avevo le mani piene di sangue"

"Mi ha colpito con una manata in faccia. Così, senza motivo. Avevo il labbro tutto gonfio, poi mi sono guardata le mani ed erano piene di sangue. Mi è subito venuta alla mente l'aggressione di qualche giorno fa in via Cappuccina". A parlare è Nicole De Santi, una 20enne residente a Campalto che venerdì pomeriggio stava camminando in piazza del Municipio a Marghera per raggiungere il proprio posto di lavoro.

"Ci sono andata al lavoro, ma con animo molto diverso - spiega - sono cose che segnano. E' successo tutto verso le 17. Ero appena scesa dal bus della linea 3 e stavo camminando con le cuffiette nella zona dei giardini pubblici. A un certo punto mi si è avvicinato un uomo di colore, sembrava di origini magrebine. Stava venendo verso di me, quindi ho cambiato direzione. Ma lui ha continuato a puntarmi".

La giovane capisce che c'è qualcosa che non va e chiede lumi al suo interlocutore: "Mi sono tolta una cuffietta - racconta - e ho chiesto se avesse bisogno di qualcosa. Era piuttosto alterato. Forse ubriaco. Aveva un giubbotto sporco tipo nylon ed era su una vecchia mountain bike verde e viola. Avrà avuto sui 40 anni. Lui mi ha risposto 'mi dai una sigaretta?'. Io gli ho detto che non ne avevo e mi sono rimessa la cuffietta incamminandomi. Mi sono voltata per controllare dove fosse e a qual punto ha scagliato il colpo. D'istinto mi sono coperta con la mano, tant'è vero che mi si è rotta l'unghia. Mi ha colpito con il polso al labbro, che ha iniziato a sanguinare".

A quel punto lo scenario cambia: la giovane si ritrova ferita in pieno centro della città giardino. Si mette a correre verso il Municipio. Verso il suo luogo di lavoro: "Non mi sono più voltata, lui ha preso la bici e si è allontanato verso la Cita. Non so dove sia andato e nemmeno riuscirei a riconoscerlo. Non ha parlato, se non per chiedermi la sigaretta. Spero che raccontare quanto mi è accaduto serva affinché non succeda mai più - conclude la 20enne - non ho ancora presentato denuncia, perché sarebbe contro ignoti, e ho continuato a lavorare. Potete immaginare con che stato d'animo".

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