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Barca sovraccarica, 7 a mollo. Un altro guidava ubriaco. "Tragedia sfiorata, serve coscienza"

Una serie di norme violate nella vicenda che giovedì sera ha visto 25 giovani, in tutto, protagonisti della disavventura nel canal Salso a Mestre. Uno ha consegnato i documenti, poi è fuggito e si è schiantato

Una serata in compagnia che ha rischiato di tramutarsi in tragedia. Erano in 25, tutti giovanissimi e residenti a Venezia e isole, arrivati a Mestre con quattro barchini per festeggiare il diciottesimo compleanno di un amico. Dopo la cena e qualche bicchiere, verso mezzanotte, sono risaliti a bordo per dirigersi verso Venezia. Da quel momento tutto è andato storto. Dopo avere navigato lungo il canal Salso per poche centinaia di metri, l'ultimo barchino della fila si è capovolto, a causa del sovraccarico, imbarcando acqua. Era adatto al trasporto di 3 o 4 persone, ma in quel momento a bordo c'erano sette giovani (tutti neomaggiorenni, tranne una ragazza di 16 anni). Il conducente del natante, rendendosi conto dell'imminente naufragio, si è dato da fare per estrarre dal finestrino i propri amici ed impedire che affondassero imprigionati nella cabina. Dopodiché i naufraghi sono stati soccorsi dai giovani di un altro barchino della combriccola, che ha fermato la sua corsa per dare man forte ai malcapitati. Intanto sono stati allertati i soccorsi: vigili del fuoco, polizia municipale e 118 si sono precipitati sul posto, insieme alle forze dell'ordine.

Il salvataggio

Hanno fatto marcia indietro anche gli altri due barchini, che nel frattempo, ad alta velocità, avevano già raggiunto la zona di Rialto a Venezia. Tutti recuperati i sette finiti in acqua, fortunatamente sani e salvi nonostante le fredde temperature, poi condotti all'ospedale per gli accertamenti del caso. Il conducente del cabinato è risultato negativo all'alcoltest, ma, secondo la polizia municipale, la cabina artigianale allestita sul barchino aveva contribuito ad appesantire il mezzo e quindi a farlo ribaltare, complici anche le onde.

Fuga e schianto

Discorso diverso per il ragazzo che guidava una delle barche giunte a Venezia e tornate indietro: sottoposto a controllo, ha consegnato i documenti e poi ha pensato bene di rimettersi al timone e darsi alla fuga. Evidentemente rintracciabile, visto che aveva lasciato i suoi dati nelle mani degli agenti. La sua corsa, comunque, è durata poco: è stato rintracciato più tardi in laguna, schiantato contro una bricola. Nel sangue gli è stato riscontrato un tasso alcolemico di 1,5 grammi, molto al di sopra del consentito: anche lui è stato portato al pronto soccorso per le cure necessarie.

Appello della Municipale: "Non vogliamo vedere altri morti"

"La tragedia, questa volta, è stata solamente sfiorata, ma è mancato un nulla perché dovessimo piangere altri 5/7 morti ad una settimana di distanza dal decesso del povero Fabio Gasperini, di cui oggi è stato celebrato il funerale e che era coetaneo e amico di molti degli odierni protagonisti del naufragio - è il commento del comandante della polizia locale, Marco Agostini - Il nostro impegno nelle scuole per insegnare i principi di sicurezza della navigazione sarà, nell'anno 2018, ulteriormente intensificato. Questi giovani, e i loro genitori, devono imparare che non si scherza quando si gira in barca. Non si rendono conto di rischiare la vita, andando a velocità folle e violando le regole". I reati complessivamente ipotizzati, e che saranno sottoposti al vaglio dell'autorità giudiziaria, sono il naufragio colposo ed il pericolo per la navigazione; gli illeciti amministrativi sono l'imbarco eccessivo di passeggeri e la condotta di natante in stato di ebbrezza.

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