Giovani bisognosi e detenuti, un giorno di rinascita a San Servolo

Messa e pranzo con il patriarca Moraglia e la presidente della Provincia Zaccariotto mercoledì per alcune decine di giovani "problematici"

Sull’isola di San Servolo, di proprietà della Provincia, mercoledì oltre 50 giovani e circa 20 accompagnatori provenienti dalle principali istituzioni di assistenza al disagio del territorio veneziano hanno partecipato a una giornata interamente dedicata a loro, assieme al Patriarca di Venezia Francesco Moraglia e ai rappresentanti delle istituzioni e associazioni locali di volontariato e accoglienza.

Presenti tra gli altri anche la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto con l’assessore ai Servizi sociali Giacomo Grandolfo, il comandante della polizia provinciale Alessio Bui e il vice comandante Antonio Lunardelli, il presidente di San Servolo Servizi Nico Finotti con il direttore Fulvio Landillo, il presidente di ATVO Fabio Turchetto, il direttore della sede regionale Rai Giovanni De Luca, la presidente del CSV (centro servizi volontariato) di Venezia Luisa Conti, il sub commissario del Comune di Venezia, Vito Tatò. A mezzogiorno si è svolta la messa celebrata da monsignor Moraglia, con don Dino Pistolato e partecipata dai ragazzi; a seguire il pranzo con il servizio ai tavoli garantito dagli stessi ospiti.

L’idea è nata dalla San Servolo Servizi in accordo con il Patriarcato e la Provincia di Venezia, con l’obiettivo di offrire un momento di condivisione e svago ai giovani ospiti delle comunità e seguiti dalle associazioni, reso possibile grazie alla collaborazione del personale di Opere Riunite Buon Pastore -  erano presenti anche il presidente Marina Patief con il segretario Giancarlo Ruscitti, della Casa Famiglia della Giudecca, Fondazione Opera S. Maria della Carità, Casa di Accoglienza Santa Chiara - presente il presidente Gianfranco Fiorin, e della Fondazione Groggia, e agli aiuti che i privati hanno messo a disposizione per l’organizzazione del pranzo, dei trasporti, dei giochi e della musica.

Alcuni degli ospiti erano bambine e bambini, altri ragazzi detenuti minorenni, dai 14 ai 18 anni non compiuti, con pene inferiori ai tre anni che, secondo le regole dettate dall’attuale governo non devono più scontare nei riformatori bensì nelle comunità di accoglienza e di servizio sociale; altri ancora erano giovani rifugiati politici, sia minorenni che appena maggiorenni, non accompagnati da familiari e provenienti da zone teatro di guerre.

"Il Natale non va inteso solamente come un sentimento, bensì come un progetto, una realtà concreta - ha spiegato il patriarca Moraglia - Dio è entrato nella storia come un bambino bisognoso di tutto. Chi ha sbagliato è giusto che paghi il suo debito, ma è importante che la società crei le condizioni per un futuro positivo e costruttivo, e che la giustizia sia misericordiosa".

"Quando il presidente di San Servolo Servizi Finotti mi ha parlato di questo progetto, l’ho subito accolto con entusiasmo - ha sottolineato invece la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto - San Servolo è un’isola che va conosciuta e frequentata, ed è il luogo ideale per i ragazzi, anche quelli meno fortunati, perché è un campus di giovani e per giovani, dagli studenti internazionali della Viu, ai giovani del collegio di Merito della Ca’ Foscari e ai ragazzi dell’Accademia delle belle arti. L’intenzione è di ripeterla in futuro e di renderla un appuntamento atteso, anche se dal primo gennaio ancora non sappiamo con precisione cosa accadrà alla Provincia prossima città metropolitana".

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