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Cronaca Castello

Vogliono suonare con lui: li sequestra per due ore e li minaccia di morte

Disavventura per una coppia di fidanzati universitari di 24 e 27 anni. Con la scusa di provare la chitarra sono stati ospitati da un 42enne a Castello, che poi ha brandito una katana

Una disavventura che difficilmente dimenticheranno. Sequestrati da un giovane ubriaco senza più il controllo di sé. Aggrediti addirittura con una katana (una lunga spada giapponese) e con un coltello da sub. Minacciati di morte, di essere uccisi in quell'abitazione al piano terra di Castello in cui volontariamente avevano deciso di entrare per continuare la loro serata. Fino alla precipitosa fuga da una finestra, verso la salvezza. Chiedendo disperato aiuto ai carabinieri del Nucleo natanti.

La vicenda si è svolta nella notte tra venerdì e sabato, ed è iniziata in un bar vicino al luogo del sequestro. Due giovani universitari, lui 24enne, lei 27enne, fidanzati, conoscono S.M.S.C., cittadino spagnolo di 42 anni residente nella città lagunare da molto tempo. I due ragazzi non lo sapevano, ma la sua fedina penale è lunga. Due parole e salta fuori la passione comune per la chitarra. S.M.S.C. e il 24enne si dilettano entrambi con le sei corde. Al punto che alla chiusura del locale, verso l'una, decidono di provare i relativi strumenti. A casa dello spagnolo. A due passi da dove si sono conosciuti.

Sembrava una bella serata. Spensierata. In cui poter parlare di hobby e di passioni. Una volta all'interno dell'appartamento, però, si è rivelata un incubo. Il 42enne, complice l'alcol, ha cambiato modo di comportarsi, diventando subito aggressivo. I due fidanzatini, accortisi della mal parata, hanno tentato subito di andarsene, ma sono stati trattenuti con la forza da quello che era diventato il loro aguzzino.

Subito dopo S.M.S.C., per non far scappare i suoi "ospiti", è corso in camera da letto e ha tirato fuori una katana. Brandendola ha minacciato di morte la coppia di giovani, atterriti. La loro prigionia sarebbe durata due ore e mezza, sempre sotto tiro dell'aggressore, completamente fuori di sé. A un certo punto i malcapitati, tentando di far ragionare il 42enne, sono riusciti a impossessarsi della spada, nascondendola. Al ché l'altro ha estratto un coltello da sub, avvicinando la lama al collo del 24enne, domiciliato a Venezia ma originario di un'altra Regione. Seguono altre trattative, finché anche questo oggetto viene tolto di mezzo. Come ultima carta il 42enne finge di avere una pistola in tasca, intimando alle due vittime di non muoversi.

La salvezza arriva solo verso le 3.30. La 27enne, infatti, con una scusa era riuscita in precedenza ad andare in bagno e inviare un sms a un amico, che era accorso e aveva seguito l'evolversi della situazione dall'esterno. Con un sotterfugio i tre amici sono riusciti a convincere l'aguzzino a raggiungere un'altra stanza con il 24enne, lasciando quindi via libera per la fuga da una finestra della ragazza. Dopodiché anche l'altro "sequestrato" ha potuto darsela a gambe.

All'arrivo dei carabinieri del nucleo Natanti,
che hanno soccorso i malcapitati, S.N.S.C. non c'era più. Era sparito. E' stato ritrovato solo verso le 13 di sabato mentre vagava, ubriaco, per il sestiere di Castello. La sua posizione si è aggravata ancora di più quando ha tentato di evitare la perquisizione domiciliare aggredendo i militari dell'Arma, che a loro volta hanno sequestrato due coltelli da sub compatibili con quello usato per minacciare la coppia di universitari la notte precedente.


Per il 32enne inevitabili le manette per resistenza a pubblico ufficiale. Reato per cui è stato condannato a una reclusione di otto mesi. E' stato anche denunciato per sequestro di persona, minacce aggravate e detenzione e uso di armi. Per questi capi d'imputazione la posizione dello spagnolo è stata stralciata in attesa di un processo specifico.

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