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Nel telefono le foto delle mazzette di denaro e dell'hashish: fermati 2 giovanissimi pusher

Si tratta di un minorenne e di un neo-maggiorenne di Pramaggiore. Ricostruiti almeno 500 episodi di spaccio negli ultimi 3 anni a minori. Ora si trovano in comunità di recupero

Una piccola attività di spaccio molto redditizia per due giovani, un minorenne ed un neo-maggiorenne, residenti rispettivamente a Sesto al Reghena (Pordenone) e Pramaggiore. Circa 500 episodi di spaccio accertati dal 2015 ad oggi, almeno una ventina i clienti, per lo più minorenni, che si rifornivano da loro di hashish e marijuana. Nel corso della mattinata di sabato, i due giovani pusher sono stati trasferiti dai carabinieri in due diverse comunità protette, dove seguiranno uno specifico percorso riabilitativo.

Le indagini dell'Arma

L'attività di indagine dei militari dell'Arma è scaturita da una serie di perquisizioni, sia personali che domiciliari, eseguite ad aprile con lo scopo di identificare minorenni coinvolti a vario titolo nello spaccio di stupefacenti "al minuto", per lo più di hashish e "maria". Un'indagine significativa non tanto per il volume di droga scambiato, quanto per l'ambiente investigativo, quello dei minori. La svolta si è avuta dopo la perquisizione a carico di un minorenne di Sesto al Reghena, sul quale si era posta l'attenzione dei carabinieri: durante una prima perquisizione domiciliare gli sono stati trovati in casa circa 40 grammi di hashish, nonché il materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi. Un primo parziale riscontro ai propri sospetti.

Gli episodi di spaccio

Nello step successivo, gli uomini in divisa hanno identificato i clienti del ragazzino, 20 in tutto e residenti in località limitrofe a Pramaggiore. Le testimonianze della giovane clientela (composta per lo più da minori) hanno permesso di ricostruire almeno 500 episodi di piccolo spaccio tra luglio 2015 e aprile di quest'anno nei locali e luoghi di aggregazione minorile nei Comuni di Pramaggiore, Cinto Caomaggiore e, nel Pordenonese, a Cordovado, Sesto al Reghena e Meduna di Livenza.

L'anello superiore

Un primo tassello che ha permesso di identificare l'anello superiore dell'attività di spaccio, un neo-maggiorenne di Pramaggiore che custodiva in casa alcuni grammi di hashish pronti per lo spaccio, nonché 10mila euro in contatti, cifra cospicua ritenuta il provento dell'attività illecità. Oltre alle informazioni ricevute dagli acquirenti, i numerosi episodi di spaccio erano stati documentati dal pusher stesso nel proprio cellulare, selfie con mazzette di denaro e hashish, come fossero trofei da esibire. Ad aggravare la sua posizione e quella del giovane "sottoposto", non solo il fatto che i clienti fossero soprattutto minorenni, ma anche che l'attività di spaccio avvenisse in luoghi di aggregazione giovanile.

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