In 34 anni di servizio, mai un giorno di malattia: va in pensione il comandante Di Iorio

Alla guida dei vigili del fuoco della provincia di Venezia dallo scorso maggio, in un anno ha dovuto affrontare l'acqua alta del 12 novembre e l'incendio della 3V Sigma

Il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Venezia Giovanni Di Iorio lascia il servizio dal 31 maggio per raggiunti limiti di età (65). In laguna da un anno, era infatti entrato in servizio il 27 maggio 2019, è stato a capo del corpo per un periodo breve, ma molto intenso, che l'ha visto coordinare diverse tipologie di interventi e calamità naturali, da una nave fuori controllo a Venezia all'acqua alta del 12 novembre, passando per l'emergenza covid19 e il grave incedio del 15 maggio alla 3V Sigma di Malcontenta.

Le esperienze di comando

Prima di arrivare a Venezia era stato alla guida dei comandi provinciali di Piacenza, Benevento, Asti, Foggia, Ravenna, Rimini, Ancona, dirigente superiore del Corpo nazionale dei vigili del fuoco a Roma, vicario del direttore centrale della Direzione per la emergenza e della direzione prevenzione e la sicurezza, in due diversi periodi. Nel suo curriculum non figura nemmeno un giorno d’assenza per malattia.

Onoreficenze

Nel 1998 e nel 2001 il ministro dell’Interno gli ha conferito rispettivamente l’onorificenza di "diploma di benemerenza con medaglia" e la "croce di anzianità per i 15 anni di lodevole servizio". Nel 2005 il presidente della Repubblica gli ha conferito l’onorificenza di "Cavaliere al Merito della Repubblica".

«Per 34 anni nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco, con esperienze professionali-lavorative di comando, - ricorda Di Iorio - ho indossato la divisa con orgoglio, onore, passione, umiltà, a servizio della comunità e della collettività. Ringrazio il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, per la bella lettera che ha ritenuto d’inviarmi in riscontro al saluto rivoltogli, quale massimo rappresentante del ministero dell’Interno. Ringrazio tutti i colleghi con i quali ho avuto modo di collaborare. Ringrazio la mia famiglia, mia moglie e i miei figli, per essermi stati sempre vicini, ad andare avanti anche nei momenti difficili».

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