La pioggia rimescola le carte, clamoroso a Jesolo: Aru è in rosa!

Il gruppo venerdì è transitato per Mestre, disagi limitati. Una caduta a poco più di 3 chilometri dall'arrivo fa perdere il primato a Contador

La nuova maglia rosa, Fabio Aru

Doveva essere una tappa interlocutoria, in cui per trovare le notizie si doveva cercare il "colore". Le parole della gente, i cartelli più divertenti. Invece quando meno te l'aspetti il Giro d'Italia cambia radicalmente volto (come spesso accade del resto). La tappa la cui altimetria somigliava più a un tavolo di biliardo è stata caratterizzata da una caduta a poco più di tre chilometri dall'arrivo, coinvolgendo due big della corsa. La maglia rosa Alberto Contador e il rivale Richie Porte. Ne ha approfittato Fabio Aru, l'idolo tricolore, che a Jesolo quindi è riuscito a conquistare la maglia rosa senza scalare alcuna montagna. Incredibile.

IL TRAGUARDO VOLANTE A MESTRE  - VIDEO

Doveva essere una tappa per velocisti (e in effetti in via del Bersagliere è stata volatona finale con il coneglianese Sacha Modolo a tagliare il traguardo per primo), invece sabato alla crono del Prosecco sui colli della Marca ci sarà un nuovo leader della corsa. Ma non è stato l'unico imprevisto di una tappa tra pioggia e freddo: a circa cento chilometri dal traguardo, in corrispondenza di San Giorgio delle Pertiche, un passaggio a livello chiuso ha fatto perdere 40 secondi ai tre fuggitivi, poi riassorbiti dal gruppone. In ogni caso, classifiche e ritardi a parte (ora Contador rincorre a 39 secondi di distanza da Aru), è stata come sempre una grande festa di popolo. Santa Maria di Sala, Spinea, Mirano, Mestre e tutti i paesi del Veneto orientale (splendida la coreografia organizzata a Musile) si sono messi in bella mostra, con decine e decine di persone che hanno assiepato le strade nonostante il meteo poco clemente.

C'era grande preoccupazione per la chiusura di via Miranese e per come sarebbe evoluta la situazione del traffico a Mestre. I disagi ci sono stati, ma tutto è passato senza grosse criticità. In corrispondenza del traguardo volante, sempre in via Miranese, c'erano anziani e bambini. Tutti accomunati dalla stessa passione. C'erano anche diverse culture ed etnie, attirate dal transito del Giro d'Italia. Una famiglia cinese ha fatto di tutto per fermare la macchina con il kit ufficiale della corsa, segno che l'appeal è lo stesso anche per chi non è nato qui. Piano piano, a partire dalle tre meno un quarto, le strade si sono via via riempite di cittadini desiderosi di assistere dal vivo al transito dei corridori. C'erano le educatrici dell'asilo nido "Raggio di Sole", con un cartello con cui salutare il Giro, c'era la signora Maria, che si teneva in contatto al telefono con un'amica a Spinea per capire se avere il tempo per andarsi a prendere un golfino ("fa freddo"), e c'erano tanti bambini, che al passaggio del gruppo hanno urlato e battuto le mani al pari di genitori e nonni. I primi ad arrivare gli anziani, i primi a raccontare di quando nei decenni addietro avevano assistito alle gesta di quelli che allora erano i loro beniamini. "Ma il Giro è sempre un'emozione, quella sensazione non cambia mai", raccontano. Pronti a scappare a casa per assistere all'arrivo in tv.

JESOLO CAPITALE DELLO SPORT

A Jesolo naturalmente grande festa per Aru, premiato dal presidente della Regione Luca Zaia. "Ho imparato che queste giornate a volte sono più pericolose di quelle di montagna, c'è sempre tanto stress e il finale è pericoloso, anche con la pioggia - ha commentato a Raisport - Devo ringraziare i compagni che mi hanno tenuto davanti negli ultimi chilometri, ero più avanti della caduta - Restiamo concentrati in vista della crono di sabato". Crono che Aru ha provato una sola volta: "Domani sarà un giorno molto importante, dovremo andare a tutta. La maglia rosa? Preferisco non esaltarmi ma è una bella emozione, anche se sono consapevole che il Giro finirà a Milano".iro d'Italia a Mestre 22 maggio 2015: le strade chius

L'ITINERARIO DELLA TAPPA

IL TRAGUARDO VOLANTE DI MESTRE

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