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Deposito gpl Chioggia, foto da sito Gruppo Socogas

Deposito gpl Chioggia, foto da sito Gruppo Socogas

Gpl Chioggia, niente proroga dei lavori né utilizzo di parte della banchina A

Lo hanno notificato il ministero dello Sviluppo Economico e l'Autorità di sistema portuale in questi giorni a Costa Bioenergie. Esulta il Comune. Baldin a Zaia: «Batta un colpo»

Impianto gpl a Chioggia: in base alle sentenze della seconda sezione del Tar (tribunale amministratico regionale) del Veneto, ministero dello Sviluppo Economico e Autorità di sistema portuale del mar Adriatico settentrionale in questi giorni hanno notificato a Costa Bioenergie i provvedimenti di stop alla proroga dei lavori del deposito e il diniego all'utilizzo di parte della banchina A.

Il sequestro

«Conferme rilevanti – spiega il vicesindaco e assessore all'ambiente Marco Veronese – nella sostanza confermano ciò che l'amministrazione comunale dice da tempo soprattutto per la parte relativa all'attracco delle navi gasiere nel nostro porto. Il ministero dello Sviluppo Economico non può accogliere le richieste di Costa Bioenergie di attivare il procedimento di collaudo del deposito di gpl (che, ricordo, richiede anche la nomina di una commissione ministeriale), né la richiesta di autorizzazione di esercizio provvisorio, perché al momento parte della banchina è sotto sequestro da parte della Procura della Repubblica». Secondo l’Autorità di sistema portuale la stessa sarebbe pure difforme rispetto ai lavori autorizzati.

Il passaggio delle gasiere

Secondo il vicesindaco, in una relazione della Capitaneria di Porto di Chioggia del 13 maggio scorso, sarebbero state evidenziate significative criticità in merito all'accessibilità nautica delle navi gasiere, «come le insufficienti - continua Veronese - quote dei fondali e gli spazi di manovra limitati,  confermate dallo studio commissionato dal Comune di Chioggia. La Capitaneria, per prevedere il transito delle navi gasiere, avrà bisogno di specifiche analisi di settore, che tengano conto di aspetti di tipo idraulico-marittimi e di sicurezza portuale. Si dovrà passare per una variante al piano regolatore del porto, perché il nostro è un porto peschereccio-commerciale e un terminal fluvio-marittimo, non un porto industriale». «Credo che il deposito non entrerà mai in funzione – conclude il sindaco Alessandro Ferro – Sono sempre convinto che il deposito sia sorto in un posto sbagliato».

L'industria

«Il doppio no è una buona notizia per i residenti di Chioggia - scrive Erika Baldin consigliera regionale Movimento 5 Stelle - Speriamo si trasformi nel primo passo per frenare l'iter dell'impianto. Un progetto che per la sua natura rischia di compromettere il già precario equilibrio ambientale della laguna di Chioggia. Un fronte che mi vedrà impegnata con ogni mezzo al fianco dell'amministrazione comunale e dei comitati – dice Baldin – Invito Zaia a battere un colpo su questa vicenda, per il bene e la salute dei cittadini. Al porto chioggiotto va negato qualsiasi destino industriale».

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