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Cronaca San Marco / Ponte di Rialto

I gradini di Rialto "si sbriciolano": è lui il simbolo della città "in rianimazione"?

Ieri ha ceduto una sezione di un metro di marmo. Prima era toccato alle scritte dei writers e a delle colonnine in pietra d'Istria. Gli interventi di manutenzione aumentano, ma i soldi sono sempre quelli

Il ponte di Rialto si sbriciola sotto i colpi delle migliaia di turisti e residenti che lo attraversano ogni giorno e le decine di imbarcazioni che attraccano nelle sue vicinanze. Un fuoco incrociato. Sopra e sotto.

E' lui, suo malgrado, il simbolo della fragilità di Venezia, del suo bisogno di manutenzione urgente. Se ieri è toccato al marmo di uno scalino cedere, una sezione lunga circa un metro subito transennata dagli agenti della polizia municipale, prima nel mirino erano finiti i writers con i loro disegni e il cedimento di alcune colonnine in pietra d'Istria. I soldi sono pochi nelle casse del Comune e gli interventi urgenti molti.

E da Ca' Farsetti parte la richiesta dei fondi della Legge speciale in direzione di Roma, affinché vengano sbloccati quanto prima. Perché se Rialto i suoi 500 anni li mostra tutti, gli acciacchi dell'intera città non sono da meno. Ogni giorno diventano più ingenti. Solo sabato scorso era crollato un muro di una ventina di metri in rio della Tana, che era già stato transennato in precedenza. E gli interventi si aggiungono agli altri. Soldi su soldi di cui Venezia ha bisogno urgente.

 

Renzo Rosso, patron di Diesel, si era offerto di spendere i 5 milioni di euro stimati per restaurare il ponte di Rialto. La trattativa con il Comune va avanti da molti mesi ormai. Ma è auspicabile che siano i privati a salvare Venezia?

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