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La svolta Draghi: grandi navi a Marghera. Porto contro la Via del ministero dell'Ecologia

La decisione dei ministeri di togliere il traffico dal canale della Giudecca e dal bacino San Marco. Intanto il commissario del Porto Zincone si oppone alla Via chiesta dal ministro Cingolani per fare i marginamenti lungo il canale dei Petroli

Il transito delle grandi navi spostato da Venezia verso Marghera. Lo hanno comunicato in una nota i ministri del governo di Mario Draghi: Roberto Cingolani della Transizione Ecologica, Dario Franceschini dei Beni Culturali, Massimo Garavaglia del Turismo ed Enrico Giovannini delle Infrastrutture. La soluzione per non far passare le grandi navi a San Marco, dunque, almeno provvisoriamente, è la stessa individuata dal Comitatone del 2017. Il governo ha anche fatto sapere che i quattro ministri hanno deciso di «lanciare un concorso di idee per portare gli approdi fuori della laguna e risolvere in maniera strutturale e definitiva il problema del transito delle grandi navi a Venezia».

Sul tema della laguna, oggi l'Autorità di sistema portuale ha deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo regionale del Veneto (Tar) per impugnare la decisione del ministero della Transizione Ecologica di sottoporre a Via (Valutazione di impatto ambientale) gli interventi per la protezione e la conservazione dei fondali del canale Malamocco Marghera (canale dei Petroli), opere di protezione delle casse di colmata.

«Come annunciato il 16 marzo scorso al Comitato di gestione, e condiviso dagli stessi membri – spiega Cinzia Zincone, commissario straordinario del Porto - ci dobbiamo assumere la responsabilità di far emergere il paradosso che Venezia e la sua laguna sta vivendo. Non si può definire diversamente il freno posto, tramite inutili rallentamenti burocratici, ai necessari progetti di protezione ambientale della laguna e di Venezia proprio da chi, più di tutti, è titolato e chiamato a difendere l’ambiente. È quindi essenziale che L’Autorità si sistema portuale, responsabile della promozione e dello sviluppo del principale motore occupazionale e produttivo della città metropolitana di Venezia e della Regione, ribadisca in tutte le sedi opportune la legittimità e la bontà di quei progetti e di quelle procedure che mirano a fare del porto uno scalo all’avanguardia dal punto di vista ambientale. Un atto dovuto - conclude - tanto più oggi che Venezia, per secoli luogo paradigmatico di autentico ed armonioso equilibrio fra le attività umane e ambiente, festeggia 1600 anni dalla sua fondazione».

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