Cronaca

Stop grandi navi: «Urgono approdi transitori, non possiamo perdere la crocieristica»

Se le grandi navi venissero spostate a Trieste e Ravenna, afferma Scarpa di Ava, «ci saranno torpedoni che scaricheranno turisti pendolari e non stanziali a Venezia». A pagarne il prezzo sarebbero 5mila famiglie che vivono dell'indotto diretto della crocieristica

Foto di Omar Geme

La decisione di vietare il transito alle grandi navi sul canale della Giudecca dal primo agosto è giudicata frettolosa dal presidente dell'Associazione veneziana albergatori (Ava) Claudio Scarpa. «Condividiamo la soluzione temporanea a Marghera, - ha spiegato a margine del Venice Market Hotel allo scalo di Tessera - ma ad oggi mancano le strutture alternative». Il timore concreto è che le crociere siano spostate su Trieste o Ravenna, perché questo porterebbe «valanghe di torpedoni che scaricheranno turisti pendolari e non stanziali a Venezia. I costi si scalano, ma i guadagni diminuiscono».

Per Ava è giunto il momento di un cambio di passo deciso per il bene di tutto il comparto turistico veneziano, ma come spiegato da Scarpa «al momento manca la decisione di fare sintesi. Non è tempo - ha detto - di cedere agli estremismi di "No Navi" o armatori». Le ripercussioni derivanti dallo stop ai colossi del mare si preannunciano pesanti e si sommano a quelli dovuti alla lunga crisi covid. In particolare, essendo Venezia hub di riferimento, mancheranno i turisti che pernottano in città prima di imbarcarsi e al termine della vacanza. C'è molta preoccupazione, perché dell'indotto della crocieristica vivono direttamente 5mila persone, a cui si aggiungono anche tutte le strutture che ne beneficiano di riflesso, come nel caso degli albergatori.

Sulla questione è intervenuto anche l'ex sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta: «Gli indennizzi previsti per il comparto non tranquillizzano, - ha spiegato - perché il rischio è che le navi vadano poi su altri approdi. Se è vero che da tempo si voleva il blocco del passaggio delle grandi navi sul canale della Giudecca, ora dobbiamo concentrarci sugli approdi transitori, ce n'è uno a Marghera che può essere sfruttato. Non possiamo permetterci di rinunciare alla crocieristica, i soldi sono stati stanziati e dobbiamo utilizzarli».

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