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Grandi Navi, asse Brugnaro-Costa: prende forza il Vittorio Emanuele

Il sindaco e il presidente dell'Autorità portuale giovedì hanno trovato l'intesa: l'opzione del primo cittadino sottoposta a Via con il Contorta

Lo scavo del Canale Vittorio Emanuele III entra a far parte del novero di alternative "realistiche" al transito delle grandi navi in laguna nel Bacino di San Marco. Dopo gli annunci in campagna elettorale, dove contano spesso di più le parole delle "carte", il neo sindaco Luigi Brugnaro ha incontrato giovedì pomeriggio il presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa, con cui ha avuto un colloquio per circa un'ora e un quarto. Naturalmente il nuovo primo cittadino e l'ex ministro avranno molti argomenti comuni da trattare di qui in avanti. In questo "antipasto" si sono presi in esame diversi punti cruciali, come il ruolo di Porto Marghera, il punto franco, la piattaforma offshore e il futuro della crocieristica.

Su questo tema la discussione si è imperniata sullo scavo del Contorta e sulla opzione messa in campo da Brugnaro, ossia lo scavo del canale Vittorio Emanuele. Entrando dalla bocca di porto di Malamocco, le navi da crociera in questo caso imboccherebbero il canale dei Petroli per poi, lasciandosi sulla propria sinistra l'isola delle Tresse, virare a destra e transitare per il Vittorio Emanuele, su cui pende il punto di domanda degli inquinanti sedimentati nel fondale.

Secondo Brugnaro si tratterebbe di un'opera dal costo inferiore rispetto alle altre e più semplice da realizzare: "Il canale c'è, basta solo scavare", ha spiegato mercoledì. Un punto di vista accolto da Paolo Costa, che ha deciso di inserire l'alternativa "Tresse" nel procedimento di Valutazione d'Impatto Ambientale Speciale cui è sottoposto il progetto del Contorta. Insomma, entrambe le alternative saranno giudicate dai tecnici del ministero. Saranno loro poi a indicare quale sia la migliore dal punto di vista ambientale e logistico. Naturalmente sul piatto rimangono anche tutte le altre alternative, compresa per esempio la piattaforma offshore alla bocca di porto del Lido presentata da Cesare De Piccoli. Un progetto osteggiato fin da subito in campagna elettorale da Brugnaro, che ha sempre indicato come centrale la Marittima per salvaguardare i posti di lavoro.

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