Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca San Marco / Piazza San Marco

GRANDI NAVI La commissione Ambiente del Senato in laguna

Visita alla Marittima. L'Autorità portuale spinge per il Contorta-Sant'Angelo. Il presidente Zaia chiede una legge speciale "federalista"

Trasferta veneziana per la Commissione Ambiente del Senato. Lunedì in programma incontro con i principali rappresentanti del territorio. Una visita iniziata la mattina alla Marittima e a Porto Marghera. Occasione per discutere con l'Autorità portuale della salvaguardia della città, della nuova Legge speciale, dello sviluppo della zona industriale e, naturalmente, dei passaggi delle grandi navi davanti a San Marco (tema del vertice di governo di martedì).

In merito al progetto di trasferire le navi crociera a Marghera, l’Autorità Portuale ha ribadito la propria contrarietà. Si allontanerebbero, secondo la sua visione, i tempi di applicazione del decreto Clini-Passera. "Lo scenario relativo alla proposta Marghera presenta una "selva" di problematiche tecniche (banchine da realizzare, bonifica delle aree retro-banchina usate per anni per attività industriali, sottoservizi da spostare, sicurezza dei passeggeri e della navigazione non garantita) che non sono state prese in considerazione e che allungherebbero i tempi di realizzazione di una nuova stazione passeggeri - dichiara in una nota - annullando sia la fase di urgenza tante volte sottolineata che quella intermedia. Da una prima stima si tratta di almeno 500milioni di euro e almeno 8 anni di lavori".

Di visione opposta il sindaco Giorgio Orsoni, che da tempo ha dichiarato che secondo lui la soluzione transitoria migliore sia quella di sfruttare il terminal commerciale anche per i "giganti del mare". Una soluzione che metterebbe in crisi il settore commerciale per il Porto, che incassa l'appoggio del presidente della Regione Luca Zaia: "Spero che martedì sarà la giornata finale - ha sottolineato - Per me il punto d'arrivo deve essere l'attuale terminal, a tutela degli investimenti e dell'occupazione. Dopo di questo, siamo aperti anche ad altre soluzioni, nell'interesse di dare una risposta ai cittadini. I punti fermi devono restare questi: fuori le navi sopra un determinato tonnellaggio, navigazione attraverso il canale Contorta-Sant'Angelo e arrivo nell'attuale Marittima. Se si vuole fare veloci, ridiscutendo la logica adottata finora nella gestione delle acque, credo che i tempi che ci possiamo prospettare non superino i due o i tre anni. Ma dipende tutto dalla volontà".

L'Autorità portuale sottolinea anche la necessità che venga costruito il terminal off-shore. Con questi due elementi il problema sarebbe risolto. Ne è convinto lo stesso presidente Paolo Costa: "Dal punto di vista della navigabilità deve essere considerata la presenza del cavo Terna a Marghera - spiega - uno dei due cavi elettrici che alimentano l'intero centro storico veneziano e che può consentire il passaggio di navi più basse di 58 metri (impossibile quindi far transitare quelle da 120 mila tonnellate e oltre, ben più alte); il cavo viene alzato a mano solo una volta l'anno (al Redentore) previa fideiussione a garanzia. Impensabile farlo più volte l'anno, più volte in un giorno".

Sui grandi temi che riguardano il futuro di Venezia si staglia all'orizzonte una nuova Legge speciale (motivo ufficiale della visita della commissione del Senato): "Deve essere davvero federalista su competenze e risorse", ha commentato il presidente della Regione Luca Zaia in Prefettura. "Sono contrario ai commissari - ha aggiunto il sindaco Giorgio Orsoni - perché significa riconoscere che l'amministrazione ordinaria non funziona: bisogna invece costruire un'amministrazione che funzioni". Per Orsoni l'imperativo dev'essere il tema delle competenze, "moltiplicate a dismisura in questa città, siano esse statali o meno". "E questo - ha spiegato - impedisce qualsiasi gestione ordinata della città, non per una scarsa attenzione, ma di per sé impedimento a una snella gestione del tutto". Il primo cittadino lagunare ha detto di vedere di buon grado la possibilità di trattenere risorse generate dal territorio, "un'assegnazione automatica può essere una soluzione. Un esempio di questo è avvenuto con l'attribuzione di una percentuale dei fondi del Mose alla manutenzione della città, come siamo riusciti a far inserire nella legge di stabilità dell'altro anno: questo sta dando risultati oggi, attraverso il minimo di certezza necessario. Si potrebbe quindi pensare ad un'aliquota delle imposte dirette e indirette generate dal territorio da assegnare in automatico alla città".

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