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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

LETTORI Grandi navi, fronti opposti "Che futuro per lavoratori al porto?"

La lettera di una lettrice: "Quante delle persone che hanno manifestato, bivaccato e occupato Venezia, ci hanno mai vissuto prima?"

Mentre tra poco più di un mese, per la precisione il 25 luglio, dovrebbero finalmente arrivare sul tavolo della Giunta le “soluzioni alternative” per il transito delle grandi navi in laguna, tra i cittadini il dibattito resta aperto. Nonostante le manifestazioni, infatti, i due fronti rimangono. Chi vuole allontanare i "condomini galleggianti" e chi grazie a essi porta a casa la pagnotta. Dopo le richieste di garanzie del comitato Cruise Venice, arrivato a pretendere dal Comune nuove assunzioni presso gli enti pubblici in caso di esuberi al porto dopo le proteste, a prendere parola è una “cittadina innamorata dell'isola in cui vive”, come lei stessa si definisce, che intende riaprire la questione con una lettera aperta.

GRANDI NAVI: SI DECIDE IL 25 LUGLIO

IL VOLTO DEI LAVORATORI – Francesca apre la sua missiva dichiarandosi “allibita” davanti a “tutto ciò che gravita intorno a questo nuovo movimento contro le grandi navi”. Chi scrive si considera “una persona che si prende cura della propria città e dell'ambiente”, ma ammette che “ci sono dei punti cruciali di questa protesta” che non riesce a fare suoi. Francesca pone la sua attenzione su quello che per lei è il punto più importante dell'annosa questione, “l'aspetto umano” dietro i colossi del mare. “Gli appartenenti al movimento [il Comitato No Grandi Navi, Ndr] si sono mai domandati chi c'è fisicamente dietro il Porto di Venezia?”, si chiede, o piuttosto si sono limitati “ad urlare, spesso in maniera sbagliata, il proprio no al passaggio delle navi da crociera”? Qualcuno dei manifestanti e attivisti, insomma, si è mai domandato “che volto hanno i lavoratori che gravitano nell'ambiente tanto demonizzato?”

CRUISE VENICE CHIEDE GARANZIE PER I LAVORATORI

LAVORO E CITTADINANZA – La lettera prosegue spiegando come sia stata proprio l'attività del porto, e di conseguenza anche il traffico crocieristico, a rendere famosa la nostra città. Un'attività che, specifica Francesca, “dà la possibilità di vivere a 6000 famiglie”. La donna si domanda quindi “che posto assume in tutto questo caos” proprio “il lavoro dell'uomo, diritto sancito dalla Costituzione e spesso calpestato”. All'ultimo la stoccata più pesante ai No Grandi Navi: secondo lei, infatti, quello contro le grandi navi è “un movimento che, sovente, non sa nulla della nostra isola”. La missima si chiude proprio domandandosi “quante di queste persone che hanno manifestato, bivaccato e occupato Venezia, ci abbiano mai vissuto prima”. Secondo Francesca, quindi, l'importanza di “riprendersi” Venezia deve essere discussa con il prerequisito per cui a decidere di una città devono essere i cittadini, compresi i lavoratori del porto.

DUE CORTEI CONTRO LE GRANDI NAVI A VENEZIA

Corteo No Grandi Navi, battaglia al Tronchetto (foto di Giacomo Costa)

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