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Cronaca Canale della Giudecca

Proteste in acqua, multe da 2mila euro per chi si è tuffato in canale

Gli attivisti che, nel corso di una manifestazione contro le grandi navi, hanno bloccato la navigazione nel canale della Giudecca rischiano grosso

Un tuffo in canale e un bagno di un'ora, così i manifestanti radunatisi per protestare contro il passaggio delle navi da crociera in laguna sabato hanno voluto far sentire la loro voce. Peccato che la nuotata fuori programma rischi di trasformarsi, a distanza di qualche giorno, in un bagno davvero salato, e non a causa del “salso” del canale: ogni attivista finito “a mollo” rischia infatti una multa da 2mila euro, oltre ad una serie di denunce molto gravi.

MANIFESTANTI IN ACQUA PER FERMARE I GIGANTI

BLOCCARE TUTTO – I manifestanti avevano avvertito la questura della loro protesta, ma nessuno aveva infatti parlato di bagni in canale. Nonostante questo alle 16.10, davanti al canale della Giudecca, una cinquantina di attivisti si sono mossi dal gazebo-presidio allestito lungo la riva, hanno lasciato a terra pentole e mestoli (utilizzati fino a prima per esprimere i loro “rumorosi” pareri) e, infilate le cuffie arancioni e rosse, si sono buttati in acqua. Aggrappandosi a un cordone galleggiante, tenuto a galla da alcuni salvagenti gonfiabili per bambini, i manifestanti hanno creato un muro umano, tagliando a metà il canale e impedendo la navigazione tanto alle grandi navi quanto a barche e vaporetti. Le forze dell'ordine hanno subito bloccato il canale, schierandosi intorno ai manifestanti per proteggerli, ma lunedì, a distanza di un paio di giorni, cominciano ad arrivare i guai. Come riferiscono i quotidiani locali, infatti, ora è il momento delle denunce. La Digos e le forze dell'ordine di Venezia stanno raccogliendo dati documentali sulla singolare protesta contro il passaggio delle grandi navi a San Marco. Altre indagini, invece, riguardano l'occupazione e lo smantellamento degli interni del terminal per i crocieristi, ad opera dei centri sociali, allo scalo passeggeri all'aeroporto "Marco Polo". In particolare si stanno valutando i filmati realizzati dagli agenti per stabilire - ma ci vorranno dei giorni dicono fonti della Questura - le identificazioni e stabilire ruoli e responsabilità dei tanti presenti

SMONTATA LA WELCOME AREA DELL'AEROPORTO - VIDEO

TANTE ACCUSE – Ovviamente il “blocco acqueo” non era stato assolutamente concordato con la polizia e ora gli organizzatori della protesta rischiano guai grossi, così come i singoli “bagnanti”. Non è certamente la prima volta che i manifestanti contrari alle grandi navi a Venezia infrangono le promesse fatte alla questura (solo pochi mesi fa un corteo ha finito per scatenare scontri con le autorità cercando di forzare il blocco in direzione della Marittima, luogo concordato come off-limits), ma questa volta le accuse sono tante e gravi: oltre alla multa da 2mila euro per ogni nuotatore identificato, gli attivisti rischiano anche una denuncia per interruzione di pubblico servizio e blocco della navigazione, quest'ultima accusa, in particolare, si potrebbe risolvere addirittura con una pena di dieci anni di reclusione. I capi della protesta fanno sapere che nessuno verrà lasciato solo e che si batteranno per le loro ragioni. Assurdo, concludono, pensare di multare qualcuno che ha protestato pacificamente. A venire punite dovrebbero essere le navi da crociera, concludono i manifestanti, dato che quelle oltre le 40mila tonnellate non dovrebbero trovarsi in canale: esiste un decreto che lo vieta.

GRANDI NAVI: LETTA CONVOCA RIUNIONE A ROMA

IMMAGINI ICONICHE – Intanto la protesta, raccontata proprio attraverso le immagini dei manifestanti dalle cuffie rosse che lottano contro la forte corrente del canale della Giudecca, ha colpito anche il celebre fotografo Oliviero “Benetton” Toscani, il maestro della provocazione artistica responsabile della rivista “Colors” e autore di alcune storiche campagne pubblicitarie. Proprio la vena editoriale di Toscani sembra essere stata toccata dalle proteste di ieri, tanto che l'artista ha lanciato la sua proposta per dare visibilità al movimento degli scontenti: un libro fotografico, senza parole ma con tante immagini, che raccolga gli scatti della protesta, dalle foto della cronaca a quelle condivise sui social network, per raccontare con i colori e la luce quello che succede a Venezia e mostrarlo ai grandi nomi dell'arte e della fotografia. Un progetto-collage che sembra particolarmente nelle corde di Toscani, che si starebbe già muovendo per raccogliere il materiale. "Il progetto di Oliviero Toscani, volto a sensibilizzare il mondo sul problema dell'ingresso delle grandi navi a Venezia è un'ottima iniziativa, proveremo a chiedere un'anticipazione del libro fotografico per farlo pervenire alla riunione convocata dal presidente del Consiglio per il prossimo primo ottobre". Lo dichiarano l'onorevole Michele Anzaldi (Pd), l'onorevole Bruno Molea (Scelta Civica), il senatore Mario Morgoni (Pd) e la senatrice Alessia Petraglia (Sel). "In una sola settimana l'Italia si è distinta nel mondo prima, per la spettacolare rotazione della nave Concordia poi, - rilevano in una nota - per lo scempio del traffico di giganti nel canale della Giudecca. Un 'week end orribilis' per una città unica al mondo che, come denunciato anche da Adriano Celentano, ha visto transitare tredici navi, alcune gigantesche come". "Siamo fiduciosi - concludono - che la concretezza del presidente Letta, porterà finalmente alla trasformazione dei tanti buoni propositi e delle belle parole in provvedimenti seri e immediati".

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