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Occhi cinesi su Porto Marghera: "Imprenditori interessati". Grandi Navi: "Avanti col progetto"

Convegno lunedì pomeriggio nel capannone del Petrolchimico. Il sindaco Brugnaro: "Il 20 gennaio incontro con finanziatori orientali. Duferco? Non fa interessi di imprese e lavoratori"

In uno dei "templi" del lavoro a Porto Marghera si è discusso di come garantire un futuro all'area industriale. Turismo e industria potranno convivere insieme? Arriveranno nuovi investitori? Sul porto veneziano hanno concentrato l'attenzione alcuni imprenditori cinesi e il loro interesse sembrerebbe essere concreto. L'ha annunciato lunedì pomeriggio il sindaco Luigi Brugnaro che, nell'ambito del convegno organizzato dall'associazione "Il Cantiere" che ha avuto luogo nel capannone del Petrolchimico, simbolo delle lotte sindacali: "Il 19 gennaio a Palazzo Ducale ci saranno gli Stati Generali del turismo, in cui discuteranno i rappresentanti dell'Europa e della Cina - ha sottolineato il primo cittadino - vogliamo attirare gli investimenti del progetto della Via della Seta. Il giorno seguente, di concerto con Palazzo Chigi, incontreremo imprenditori portuali interessati alle nostre strutture. Il nostro governo ci crede e deciso di insistere su questo". Capitali orientali potrebbero quindi in breve tempo riversarsi sul Porto e sulla zona industriale, "ma prima è necessario concludere i marginamenti e le bonifiche", ha sottolineato il segretario della Filctem Cgil, Riccardo Colletti. 

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Questione Grandi Navi

Al Petrolchimico si sono seduti allo stesso tavolo tra gli altri i rappresentanti dei tre sindacati principali, il presidente dell'Autorità portuale, Pino Musolino, il sindaco Brugnaro, il presidente di Confindustria, Vincenzo Marinese, l'assessore regionale alle Attività produttive, Roberto Marcato. Argomento obbligato, naturalmente, sarà il futuro arrivo a Porto Marghera delle grandi navi: "Come dalla Fincantieri escono lungo il canale industriale, così entreranno - ha dichiarato Brugnaro - non serve un ingegnere per capirlo". I rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto che si ragioni a lungo con le imprese che già ci sono, come la Pilkington, protagonista di un recente piano di rilancio, per assicurarsi che industria e turismo possano convivere senza problemi: "Abbiamo ascoltato la città - ha continuato il sindaco - abbiamo scritto che la Marittima resterà centrale e ci arriveranno solo le navi più piccole. Il Vittorio Emanuele è un canale che c'è già. A leggere i giornali sembra che tutti siano no global, ma non è così. Il progetto Duferco non lo vuole nessuno. Voglio fare un porto vicino a Cavallino. Fare ricorso è legittimo, così come protestare. Ma non stanno facendo gli interessi dei lavoratori e delle imprese. Occorre un partito trasversale, quello del 'lavoro'. Per difenderlo se dovesse essere necessario, per far sentire la nostra voce, dobbiamo essere pronti anche a scendere in piazza". I sindacati non hanno chiuso la porta al progetto approvato dal Comitatone sulle crociere: "Ma industria e turismo non siano messi in contrapposizione", ha ribattuto Colletti. 

"Attori della rinascita di Porto Marghera"

Pino Musolino e Vincenzo Marinese hanno difeso la decisione del Comitatone: "Cnr e Corila dicono che sotto i 6 nodi non c'è nessun fenomeno erosivo (Italia Nostra ha puntato il dito su questo problema invece, ndr) - ha affermato il presidente dell'Autorità portuale - Vogliamo essere attori della rinascita di Porto Marghera". Non solo un percorso nelle memoria, dunque, ma anche uno sguardo lanciato verso il futuro, dopo la crisi degli anni Novanta, che ha spazzato via da Porto Marghera interi cicli industriali, in particolare quelli legati all'uso intenso di energia elettrica. Una crisi da cui però sono usciti indenni coloro, come la Fincantieri, il porto commerciale, e la stessa Eni (attraverso la bio-raffineria), che sono riusciti ad innovare. Lo stesso riavviamento della Pilkington, è stato sottolineato nel corso del dibattito, dimostra la possibilità di aprire un nuovo ciclo di sviluppo.
 

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