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GRANDI NAVI Pressing sul Governo "Ora servono delle misure urgenti"

Dopo la decisione del Tar di sospendere le limitazioni ai passaggi davanti San Marco riesplode la polemica. Nuovo scontro tra Orsoni e Costa

Continua a tenere banco la querelle riguardante le Grandi Navi. E non potrebbe essere altrimenti. Dopo che il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva di Venezia Terminal Passeggeri nei confronti delle limitazioni ai transiti davanti a San Marco nel 2014 e 2015 la temperatura in laguna si è fatta incandescente. Tutto come prima. Almeno finché non verrà individuata (con ogni probabilità nel 2016) la via d'acqua alternativa per raggiungere la Marittima.

La questione naturalmente non ha tardato ad arrivare anche sui banchi del nuovo governo Renzi (di fatto il precendente, a guida Letta, si è visto sconfessare le proprie decisioni dai giudici). Tra gli esponenti dell'esecutivo martedì è intervenuto il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, che su twitter ha dichiarato: "#grandinavi devono essere risorsa non pericolo. #Venezia va difesa e protetta, decidere presto su soluzioni alternative a transito bacino San Marco". Insomma, servono decisioni. E subito.

Le stesse che chiedono all'unisono il sindaco Giorgio Orsoni e il presidente del Porto Paolo Costa. Per il resto, però, come spesso è accaduto negli ultimi tempi, le loro opinioni divergono in modo netto. Anzi, si scontrano. "Il governo e l'Autorità portuale devono pensare agli interessi della città e dei suoi cittadini non a una minoranza dell'azionariato che gestisce il porto - attacca il primo cittadino - Il problema va gestito sul fronte politico da una parte e amministrativo dall'altra, con l'amministrazione di Venezia che si opporrà sempre e comunque al passaggio delle grandi navi davanti a San Marco".

Se per l'assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso deve "prevalere il buon senso" (descrivendo l'alternativa di Porto Marghera appoggiata dallo stesso Orsoni come una presa di posizione "assurda"), il presidente del Porto Paolo Costa è convinto che la decisione del Tar non avrà grandi conseguenze, a patto però "che si confermino a termine i tre punti decisi in precedenza: si resti in Marittima, si scavi il Contorta e si diminuiscano i passaggi davanti a San Marco".

Intanto c'è chi non sta a guardare. Sono i comitati che da un paio di anni a questa parte si sono schierati contro le Grandi Navi nel canale della Giudecca. Venerdì è prevista un'assemblea per decidere il da farsi. Già però è stata annunciata l'intenzione di organizzare una mobilitazione nel mese di aprile. "Ora il Governo acceleri per individuare soluzioni alternative e prendere provvedimenti immediati per il bene della città e dell’ecosistema lagunare", dichiara allarmata Legambiente Veneto. Lo stesso concetto espresso da Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente alla Camera, che ha rivolto ai ministri dell'Ambiente Gian Luca Galletti, delle Infrastrutture Mauriizio Lupi e dei Beni culturali Dario Franceschini (che pure lo scorso fine settimana si era detto contrario ai passaggi delle crociere davanti a San Marco) un invito per "iniziative urgentissime". Che potrebbero trovare, secondo lo stesso Realacci, l'appoggio immediato del Parlamento.

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