Grandi navi, il progetto Vittorio Emanuele piace al governo: entro maggio il comitatone

Il piano prevede uno scavo per approfondire il canale e realizzare il bacino di carenaggio. Sembra l'idonea alternativa alle navi a San Marco e la soluzione per evitare le sanzioni

Il progetto Vittorio Emanuele potrebbe essere l'alternativa alle grandi navi in bacino San Marco e incassare il parere favorevole del Governo, secondo quanto riportato da La Nuova VeneziaA valutare sarà il comitatone, un organismo previsto dalla legge Speciale per Venezia, abilitato a decidere degli interventi in laguna e che si costituirà entro il mese di maggio, come emerso dagli ultimi incontri del sindaco Luigi Brugnaro al ministero dell'Ambiente, delle Infrastrutture e dei Beni Culturali a Roma. 

Le questioni in agenda sono: il progetto Mose, con tutte le problamatiche e le complicazioni registrate, l'assegnazione dei fondi stanziati con il patto per Venezia, 457 milioni, siglato dall'allora premier Matteo Renzi con il primo cittadino, e la questione delle grandi navi in laguna. A far pressione per un'alternativa accettabile al passaggio delle enormi stazze davanti a piazza San Marco sono la stessa Unesco, che promette sanzioni, la cittadinanza e l'opinione pubblica, con le associazioni e i comitati ambientalisti da anni in lotta per un'alternativa alle crociere in Canal Grande. Contorta e Tresse accantonati, restano due alternative.

L’avamporto al Lido, progetto firmato dalla società genovese Duferco e da Cesare De Piccoli. Approvato dalla Via ma bocciato dal Porto e dal Comune. E il Vittorio Emanuele, con il passaggio alla bocca di Porto di Malamocco e lungo il canale dei Petroli per arrivare in Marittima. Il Vittorio Emanuele, che non prevede la creazione di nuovi canali ma uno scavo importante per approfondirlo e realizzare il bacino di carenaggio, sembra convincere il governo ed è allo studio del Porto, in vista della riuonione del comitatone, per valutare, cifre alla mano, vantaggi e punti deboli del piano. Anche il Vittorio Emanuele verrà probabilmente sottoposto alla valutazione d'impatto anbientale (Via), ma su questo il presidente del Porto, Pino Musolino, dimostra massima apertura. La soluzione sembra più vicina.

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