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Grandi navi ancora ferme al palo, la decisione finale slitta di nuovo

Non sarà il prossimo Comitatone a decidere il da farsi, né il commissario prefettizio. Costa insiste sul Contorta, il Pd chiede invece nuove regole

Il commissario prefettizio Vittorio Zappalorto l'aveva detto: ci sono questioni su cui è meglio decidano organi democraticamente eletti e problemi su cui sarebbe meglio che un “reggente esterno” non mettesse mano; a quanto pare, nonostante il pressing del presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa, la prima “patata bollente” ad essere lasciata nel frigo sarà proprio quella più scottante, ovvero la decisione sul tema della grandi navi in laguna. Come riportano i quotidiani locali, infatti, non sarà il prossimo Comitatone a decidere il percorso alternativo delle crociere, ma con ogni probabilità sarà piuttosto prorogato il regime transitorio che prevede una riduzione del traffico navale del 12 per cento.

UN PASSO ALLA VOLTA – In realtà la percentuale, inizialmente decisa in accordo tra Capitaneria, Porto e compagnie crocieristiche, sarebbe destinata a ridursi ulteriormente con la defezione delle navi Costa, che si sposteranno nella vicina Trieste. La questione non pare però impensierire troppo il commissario prefettizio, che aveva comunque già convocato i capigruppo dei partiti per farsi spiegare nel dettaglio problemi e punti di vista. Costa, dal canto suo, continua a spingere per il canale Contorta – Sant'Angelo, opera però fortemente osteggiata da ambientalisti e comitati e, fino ad un mese fa, anche dall'ex sindaco Giorgio Orsoni. In attesa di riaprire la discussione sui canali ufficiali anche il Pd veneziano serra le fila e si prepara alla battaglia: guardando anche verso Roma la direzione comunale di Venezia del Partito Democratico ha diffuso un documento in cui si cerca di mantenersi neutrali e prudenti, senza rinunciare ad imporre le prime limitazioni. Nel foglio arrivato in Marittima non si sceglie l'una o l'altra soluzione per il percorso delle grandi navi, ma piuttosto si parla dell'importanza di mantenere indotti e posti di lavoro, salvaguardando al contempo l'aspetto ambientale. Si chiede che qualsiasi soluzione sia reversibile e che siano escluse per le crociere le procedure di Valutazione di impatto ambientale previste nella legge Obiettivo; le eventuali nuove opere dovranno quindi essere assegnate con gare europee e una fase transitoria che preveda comunque una limitazione nel passaggio a San Marco. Per quanto riguarda la soluzione finale, poi, per il Pd la via da seguire sarebbe quella del confronto con la cittadinanza veneziana.

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