menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Grandi navi a Venezia, foto di archivio

Grandi navi a Venezia, foto di archivio

No Nav su Marghera: «Serve la valutazione d'impatto ambientale». Fit Cisl soddisfatta

Grandi Navi invita la cittadinanza alla discussione del 10 aprile in campo Santa Maria Formosa. Il sindacato: «Finalmente un segnale di riavvio della crocieristica intanto con una soluzione di breve periodo»

I ministri della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, della Cultura, Dario Franceschini, del Turismo, Massimo Garavaglia e delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, hanno concordato di dirottare in via temporanea il traffico delle grandi navi da Venezia verso Marghera fino alla realizzazione di un progetto definitivo che porti le navi fuori dalla laguna. Lanciato anche un concorso di idee per portare gli approdi fuori della laguna e trovare una soluzione definitiva al transito delle grandi navi a Venezia. «Le navi non passeranno più per San Marco: la Marittima non è citata nemmeno quale soluzione transitoria - interviene il comitato No Grandi Navi -  Consideriamo una vittoria l’estromissione definitiva delle grandi navi dalla laguna di Venezia. Sono i nove anni di lotta e mobilitazioni, anche a fronte della repressione economica e giudiziaria, che hanno portato gli organi competenti a dare finalmente ragione alle nostre istanze. Ma l’individuazione di Porto Marghera quale soluzione transitoria deve essere ambientalmente compatibile con la possibilità che le navi possano essere deviate sul canale dei Petroli».

Per i No Nav serve la Via (valutazione di impatto ambientale). «Sono stati dimostrati limiti della navigazione lungo il canale Malamocco Marghera, dovuti alle condizioni del canale lagunare, dei venti e del contesto industriale preesistente in aree a rischio rilevante - continua il comitato -. Il pronunciamento dei ministri non deroga alle procedure ambientali e di sicurezza, e deve tenere conto della realtà industriale e commerciale delle aree di Porto Marghera. Si riveleranno necessarie varianti al Piano regolatore portuale sia per la destinazione d’uso che per la nuova rotta, oltre che la considerazione della sicurezza a terra dei passeggeri e il loro trasporto. Le soluzioni transitorie sono state solo sommariamente descritte dall'Autorità oortuale, ma non sono state sviluppate e autorizzate da alcuna procedura di valutazione ambientale complessiva». E invitano tutta la cittadinanza e i rappresentanti degli organi competenti a partecipare al tavolo di discussione, organizzato dal Comitato per il 10 aprile prossimo in campo Santa Maria Formosa.

«Finalmente si apprende che in modo provvisorio gli approdi diffusi a Porto Marghera, in particolare la banchina Tiv e Vecon, saranno utilizzabili, in attesa di un nuovo progetto definitivo, per garantire il riavvio della crocieristica nel breve-medio periodo», scrivono Marino De Terlizzi (con delega alla portualità) e Gianluca Libralato (Porti) della Fit Cisl Veneto. Continua una forte preoccupazione per la tenuta dei livelli occupazionali e di reddito dei lavoratori a causa della crisi economica generata dalla pandemia, «ma anche per i conflitti istituzionali in merito all’accessibilità nautica dei canali - affermano i sindacalisti - Infatti nell’attuale contesto socio economico problematico, il conflitto di competenze burocratiche rallenta la manutenzione dei canali e delle banchine portuali, necessaria ad assicurare l’accessibilità nautica, che assieme al tema del rinnovo delle concessioni demaniali dei terminal in scadenza, ancora tutto da risolvere, ostacolano un piano di sviluppo industriale della portualità di Venezia». Per il sindacato, «Serve fare in fretta, in quanto i “business planing” delle multinazionali terminaliste e le scelte delle compagnie non possono attendere all’infinito. Si auspica l’immediato intervento istituzionale del commissario straordinario del porto Cinzia Zincone, per la convocazione di una cabina di regia volta a superare l’attuale stato di incertezza».

«Apprendiamo con soddisfazione l’impegno del governo Draghi e dei ministri, ma non è la prima volta che il governo prende impegni solenni sulla questione delle navi da crociera, che si trascina ormai da 9 anni, e ci auguriamo che questa volta seguano davvero atti e provvedimenti concreti - commenta Vladimiro Tommasini, presidente Portabagagli del Porto -. La decisione di realizzare un terminal fuori della laguna non ci sorprende perché già da tempo vedevamo ostacolate le proposte interne alla laguna: Canale Contorta, Vittorio Emanuele e Marghera. La soluzione definitiva indicata dal governo ci porta a guardare con maggior interesse a progetti che prevedono la localizzazione di un terminal alla Bocca di Lido oltre le paratoie del Mose e che consentano l’attracco delle navi crociera di ultima generazione. Sulla soluzione transitoria del porto diffuso ci mettiamo a disposizioni delle autorità e delle compagnie fermo restando che finché le banchine alternative non saranno pronte deve essere reso disponibile l’ormeggio della Marittima. Veniamo da sedici mesi di inattività e non possiamo permetterci di aspettare ancora. Abbiamo visto che l’Autorità portuale ha indicato tempi molto brevi e certi per la definizione del progetto per il terminal sul nanale Nord e questo ci fa ben sperare». 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Estate 2021, Ryanair annuncia 65 nuove rotte dal Veneto

Attualità

I volontari si prendono cura del forte Tron

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento