Marco Polo ultima fermata per i corrieri di valuta: nasconde 30mila euro tra i pannolini

Nei primi sei mesi del 2017, le fiamme gialle della compagnia di Tessera hanno scoperto oltre 4,2 milioni di euro eccedenti la somma consentita. Numerosi gli stratagemmi dei "cash couriers"

Controlli sempre più stringenti all'aeroporto Marco Polo di Venezia. Solo negli ultimi due mesi le fiamme gialle della compagnia di Tessera, in collaborazione con il personale dell’Agenzia delle Dogane, hanno scoperto, occultati in maniera più o meno accorta tra i bagagli, oltre 4,2 milioni di euro in denaro contante eccedenti la somma consentita.

CENTINAIA I "CORRIERI" FERMATI

Nello specifico, l'attività dei finanzieri ha permesso di evitare che circa 1,7 milioni di euro lasciassero l’Italia in maniera occulta. Sono oltre 128 i passeggeri provenienti o in partenza da località europee o internazionali, scoperti con valuta oltre soglia al seguito. I numerosi viaggiatori verbalizzati, veri e propri "cash couriers", appartengono a varie nazionalità, per lo più cinesi, russi, africani e italiani. 

L’attività di servizio ha fruttato per l’Erario oltre 124 mila euro. Ciò in virtù della normativa vigente che consente l’oblazione immediata con una sanzione che va dal 5 al 15% della parte eccedente il limite di 10mila euro. Per cifre superiori a 40mila euro, o in caso di recidivi, viene addirittura sequestrata una somma che oscilla tra il 30 ed il 50% dell’importo in eccedenza. 

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INGEGNO E STRATAGEMMI

Corrieri senza scrupoli si servono di sistemi di occultamento sempre più artefatti e insospettabili quali quello utilizzato da una mamma cinese in viaggio con i suoi due figli che nel bagaglio a mano, tra comuni pannolini ed assorbenti, nascondeva circa 30mila euro. Un imprenditore italiano in arrivo da Lisbona invece, nel tentativo di eludere i controlli doganali, ha indossato due paia di calzini tra i quali nascondeva oltre 17mila euro.

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