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È "guerra" tra i casinò, Venezia: "Siamo noi i leader, non Campione"

La casa da gioco lagunare risponde piccata alle dichiarazioni del direttore della struttura concorrente Carlo Pagan: "Le cifre che contano sono solo quelle degli incassi"

E' guerra tra Venezia e Campione d'Italia in merito ai risultati conseguiti dai rispettivi casinò nel 2012. Entrambe le case da gioco sono in rosso, colpa della crisi. Ma il campo di battaglia si sposta sulle quote di mercato nazionali. E' bastato che Carlo Pagan, direttore del casinò di Campione d'Italia, affermasse che la sua gestione del biennio appena concluso ha stabilito "il record di quota di mercato relativamente agli incassi, +27,2%" per scatenare la bagarre.

In laguna si risponde a Pagan, che pure fu amministratore di Ca' Vendramin Calergi quando la città era governata da Massimo Cacciari, in modo piccato. Anzi, la nota veneziana assomiglia più a uno scontro frontale: "Non è nostra abitudine paragonarci agli altri casinò perché ci atteniamo all'accordo stabilito da Federgioco – si legge nella replica –, ma poiché Campione utilizza solo i dati che gli sono favorevoli, è opportuno fare chiarezza. La flessione degli incassi 2012 di Venezia – al netto delle mance – nel confronto con l'anno precedente è stata del 16,3%, che rappresenta il miglior risultato di settore relativo nel panorama nazionale. La contrazione del mercato nazionale è stata infatti pari al 18% (quasi 19% senza il Casinò di Venezia)".

Questo è solo l'antipasto. Perché poi si scende nei particolari. Vengono messe a confronto le varie voci di bilancio: se Venezia nei giochi tradizionali totalizza un calo dell'8,5%, Campione d'Italia registra un -22,3%; i rapporti di forza si rovesciano invece in merito alle slot machine: -20,7% per Venezia e -13,6% per Campione; in totale in laguna si arriva a un -16,3% e a Campione a un -16,7%. "Venezia è stata quindi di gran lunga la best performer nel settore dei giochi tradizionali, vero elemento distintivo delle case da gioco all’interno di un più ampio settore, quello del gioco d’azzardo, in cui la concorrenza soprattutto da parte dei giochi di stato è sempre più forte, e anche negli incassi totali", continua la nota. Che sottolinea come solo questo dato sia da prendere in considerazione.

Poi la conclusione: "Per quanto attiene le quote di mercato 2012 il Casinò di Venezia continua a essere leader di settore con una quota complessiva di mercato del 34,9% (35,3% nel settore tavoli e 33,8% in quello delle slot machine)". La gestione Ravà sottolinea la propria scelta di rendere più "esclusivo" l'ingresso nella casa da gioco: "A eccezione del casinò di Venezia, le strutture italiane registrano una contrazione degli ingressi inferiore rispetto a quella degli introiti. La scelta di Venezia - conclude la nota - è stata quella di eliminare i visitatori che affollano le sale ma non giocano; altri casinò incrementano, invece, il numero degli accessi alle loro sale con ticket che danno diritto a drink gratuito, senza però avere effetti altrettanto positivi sull’incasso. Se poi andiamo a vedere i risultati di bilancio, il confronto è impari a favore di Venezia.". Secondo i dati forniti dalla nota Venezia avrebbe registrato un calo degli ingressi tra il 2011 e il 2012 del 15,8%, mentre Campione d'Italia del 3,1%.

Non si è fatta mancare la controreplica di Carlo Piran, che da Campione d'Italia si è detto "sorpreso" della reazione della casa da gioco lagunare, sottolineando come nell'ultimo biennio quest'ultima sia passata "da 157 a 114 milioni di euro di introiti, mentre Campione d'Italia da 113 a 90. Una flessione - afferma il diretto interessato a Il Sole 24 Ore - rispettivamente del 14,5% e del 10,6%. Si tratta di un attacco dal sapore personale".

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