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I vigili veneziani: "Se ci pagate meno chiediamo di lavorare meno"

Lettera del Diccap all'assessore alla Sicurezza D'Este. Nel mirino anche le pistole fornite a tutti gli agenti: "Gli uffici non hanno armadi blindati"

"Se ci tagliate lo stipendio chiediamo però di essere inpiegati in minori servizi e prestazioni". Lo afferma Luca Lombardo, segretario del sindacato Diccap, che conta gran parte degli iscritti membri della polizia locale. Il nodo del contendere è sempre quello: l'azzeramento del fondo di produttività di Ca' Farsetti e il conseguente taglio della parte variabile dello stipendio dei dipendenti comunali. "Che non ci sia sensibilità e tutela nemmeno da parte vostra e della vostra amministrazione é un’evidenza - scrive Lombardo in una lettera rivolta all'assessore alla Sicurezza, Giorgio D'Este - stante la beffa continuata e aggravata della maggior richiesta di servizi e sacrifici, proprio quando si assesta, volontariamente, il secondo devastante e vergognoso taglio stipendiale". 

Insomma, i rappresentanti dei vigili lamentano i tagli in busta paga e il fatto che devono "lavorare di più". La lunga missiva, però, punta il dito anche su altre due critiche principali: in primis il fatto che le armi a tutti gli agenti della polizia municipale presuppongono anche che a livello logistico si trovi modo di custodirle in sicurezza: "Distribuite armi con la "faciloneria" della propaganda più bieca, senza nemmeno attrezzare gli uffici di alloggiamenti protetti e blindati idonei", attacca il Diccap. 

"Poi - continua - abbiamo anche assistito alla ciliegina della propaganda: togliere la produttività (diciamo due milioni e mezzo di euro o tre milioni?) dalle tasche della famiglie di queste Lavoratrici e di questi lavoratori, nonché dei loro altri colleghi del Comune, per fare "il colpo ad effetto" assumere cinquanta nuovi lavoratori precari nella polizia municipale. Chi non é del mestiere - conclude - probabilmente ci cascherà e crederà che questa sia una soluzione che porterà sicurezza alla città, non sapendo che per addestrare e rendere professionalmente autonomo un agente mediamente ci vogliono due o tre anni, ovvero il tempo del loro contratto di lavoro. Operativamente questa azione non ha e non avrà alcun significato concreto". 

Non mancano anche stoccate al nuovo comandante della polizia municipale Marco Agostini: "Si sapeva che anche in questi anni la gestiva lui, dove sta la novità?", scrive il sindacato, che alla fine chiede ufficialmente all'assessore alla Sicurezza che, "in conseguenza ai tagli retributivi, si operi conseguentemente la rimodulazione dei servizi e delle prestazioni".
 

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